L’imprenditrice e influencer Chiara Ferragni assolta dai giudici di Milano per improcedibilita’. A Ferragni, infatti, non viene contestata l’aggravante, e il reato
dunque, viene rubricato a truffa semplice, procedibile solo a querela di parte.
In realta’, la querela contro l’imprenditrice era stata sporta,
ma e’ decaduta dopo il pagamento da parte dell’influencer di
risarcimenti attraverso la sua azienda e anche a titolo
personale. Per questo, i giudici non possono comminarle una
pena.
Il giudice Mannucci, tecnicamente, non ha riconosciuto l’aggravante, contestata dai pm, della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il
reato di truffa procedibile anche senza una denuncia. In questo
modo, poiché il Codacons circa un anno fa aveva ritirato la
querela in seguito a un accordo risarcitorio con la influencer,
ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato
riqualificato in truffa semplice.
Proscioglimento che ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero
l’allora suo braccio destro, Fabio Damato, e il presidente di
Cerealitalia, Francesco Cannillo.
“È finito un incubo, sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata
fatta”. Chiara Ferragni, visibilmente commossa, commenta così
l’assoluzione per i noti casi del pandoro Balocco Pink Christmas
e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi.

















