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Milano: padre vittima Corso Como, perdono non cancella il male ma ferma odio

Dopo sentenza contro gli aggressori

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“Il perdono non cancella il male subìto, non restituisce la salute perduta e non elimina le responsabilità. Ma impedisce all’odio di continuare a distruggere altre vite e di generare altro dolore”. È un passaggio della lettera che Salvo Cavallo, padre di Davide Simone Cavallo, ha voluto scrivere, trasmessa tramite l’avvocato Luca Degani, dopo la sentenza emessa dal gup di Milano Alberto Carboni nel processo con rito abbreviato a carico di Alessandro Chiani e Ahmed Atia, i due maggiorenni imputati per l’accoltellamento del figlio in corso Como la notte del 12 ottobre 2025.

“Quello che abbiamo vissuto è qualcosa che nessun genitore dovrebbe mai vedere. Mio figlio Davide porterà per sempre sul corpo e nella vita le conseguenze di quella notte: l’accoltellamento gli ha causato gravissimi danni e un’invalidità permanente che cambierà ogni suo giorno futuro”, si legge nella lettera. Il padre torna sul momento dell’abbraccio in aula: “Davide ha scelto di parlare agli imputati, e loro hanno chiesto scusa con parole sincere e profonde. In quel momento ho visto mio figlio liberarsi di un peso enorme”.La scelta del perdono, prosegue Cavallo, “non cancella il male subito, non restituisce la salute perduta e non elimina le responsabilità.

Ma impedisce all’odio di continuare a distruggere altre vite”. Il padre ha espresso preoccupazione per il futuro del figlio: “Le cure, l’assistenza, una casa adatta alle sue condizioni, il sostegno che servirà negli anni: tutto questo comporterà enormi sacrifici umani, psicologici ed economici. La nostra preoccupazione più grande è garantirgli una vita dignitosa anche quando noi genitori non potremo più essergli accanto”. Cavallo ha poi chiesto più sicurezza nelle città: “Più pattuglie sul territorio, più controlli e più telecamere per scoraggiare chi porta armi”. “Davide sta lasciando orme di un’umanità dimenticata, e da padre non posso che esserne immensamente grato e felice”, ha concluso il padre.

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