Il Senatore della Lega e candidato alla segreteria del Carroccio traccia la rotta politica ed economica del partito: interventi per il potere d’acquisto, contributo da banche e assicurazioni, e una ricetta liberal-territoriale per il futuro del movimento.
Tra analisi della situazione socio-economica nazionale ed europea e sguardo rivolto al futuro politico della Lega, il Senatore Massimo Garavaglia – ospite domenica mattina a Omnibus su La7 – ha fatto il punto sulle principali sfide dell’agenda politica e sui motivi che lo vedono candidato al prossimo Congresso della Lega.
Proteste di piazza e sicurezza: “Manifestare è un diritto, ma la violenza va condannata”. Riflettendo sulle recenti tensioni di piazza che hanno interessato l’Italia e l’Europa, Garavaglia ha espresso una netta condanna dei disordini:
“Il diritto di manifestare è sacrosanto, ma la violenza va sempre condannata, in primis da quei ragazzi che vedono rovinare le proprie mobilitazioni a causa di frange violente. Basti guardare a cosa accade in Europa, come in Francia, dove si sono registrati oltre 1.200 fermi in una sola giornata.”
Economia e lavoro: “Risultati importanti, ma ora focus su ceto medio e piccole imprese”
Riguardo alle difficoltà legate al costo della vita e ai salari, il Senatore leghista ha rivendicato l’operato dell’esecutivo, evidenziando come siano stati fatti passi avanti significativi:
Nuova occupazione: raggiunto il record storico con 1 milione di nuovi posti di lavoro;
“Sostegno ai redditi e alle imprese: dal rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego agli incentivi per il settore privato promossi dal Ministro Giorgetti, fino ai 10 miliardi di euro per il taglio del cuneo fiscale e l’estensione della Flat Tax per le Partite IVA”.
Tuttavia, secondo Garavaglia serve un ulteriore cambio di passo focalizzato sulla classe media:
“Tutto questo è sufficiente? Ovviamente no. Se finora gli sforzi si sono concentrati sulle fasce meno abbienti, l’obiettivo della prossima Legge di Bilancio deve essere il sostegno alle famiglie del ceto medio. Serve facilitare l’accesso al credito per le piccole imprese sotto i 20 dipendenti, che rappresentano l’ossatura del nostro Paese e danno lavoro a più della metà degli italiani.”
Le sfide in Europa: più flessibilità sul tetto di spesa e risorse da banche e assicurazioni
Inserendo l’Italia nel contesto europeo — segnato dalle criticità della Francia e dall’aumento della spesa sociale in Spagna —, Garavaglia ribadisce la necessità di rivedere i vincoli comunitari:
“Insieme ad altri partner UE stiamo chiedendo maggiore flessibilità e l’adeguamento del tetto di spesa dell’1,9%, una soglia che non ha tenuto conto dell’impennata dell’inflazione. Si tratta di una richiesta di buon senso che libererebbe per l’Italia tra i 5 e i 6 miliardi di euro da destinare direttamente al recupero del potere d’acquisto delle famiglie.”
Per quanto riguarda il reperimento delle risorse interne, la posizione della Lega resta chiara: “Siamo favorevoli a chiedere un contributo straordinario a banche e assicurazioni.”
Il Senatore ha poi posto l’accento sul tema della trasparenza nei programmi elettorali:
“Sottoscrivo appieno la proposta di legge del Professor Carlo Cottarelli: nei programmi elettorali devono essere sempre indicate chiaramente le coperture economiche. In caso contrario, si tratta solo di aria fritta. In questo momento delicato, la politica metta da parte le contrapposizioni e lavori per il bene del Paese.”
Quindi il momento più atteso del lungo intervento con le ragioni della candidatura di Garavaglia al Congresso della Lega di fine settima: “Riscoprire lo spirito delle origini e il ruolo di ‘Sindacato del territorio'”
“Sono un uomo libero. La mia scelta di candidarmi al Congresso nasce dalla volontà di dare voce a un insieme di istanze che altrimenti rischiano di restare inascoltate. Un dibattito ampio fa bene a tutta la comunità della Lega. Credo fermamente che il nostro Movimento debba riscoprire lo spirito delle origini, dando più spazio ai diritti dei giovani e a scelte economiche liberali, tornando a parlare al Paese reale e riaffermando il proprio ruolo di ‘Sindacato del territorio’.”
Insomma, riscoprire molto di quell’incredibile intuizione che fu di Umberto Bossi e di un manipolo di coraggiosi visionari che lo seguirono.
GUARDA L’INTERVISTA:













