“Se c’è un problema, lui non è uno che si gira dall’altra parte”. Chi è particolarmente vicino a Massimo Garavaglia commenta così la scelta del Senatore dell’est Ticino di candidarsi al prossimo congresso federale della Lega in programma il 24 e 25 Ottobre.
Le parole di Garavaglia d’altronde sono state chiare: “La Lega deve tornare a fare la Lega…”. Un palese riferimento a quelli che erano gli ideali e i valori che il Movimento creato e guidato da Umberto Bossi aveva portato avanti fin dagli albori.
Un partito che ha nel suo Dna l’attenzione per i territori, la ‘questione Settentrionale’, il federalismo e quell’Autonomia per cui i popoli del Nord hanno votato nell’Ottobre del 2017, all’epoca del compianto Governatore Bobo Maroni, ma di cui nella narrazione politica di Matteo Salvini è rimasto poco o nulla. Meglio parlare del Ponte sullo Stretto o rincorrere i partiti della Destra su temi certamente importanti per la vita del cittadino, ma che non hanno lo stampo di fabbrica del vero Carroccio.
Insomma, Garavaglia da questo punto di vista potrebbe essere visto come il ‘normalizzatore’ colui il quale riporta la Lega a quello che è sempre stata.
Dietro di lui (o a fianco se preferite) c’è l’amico di sempre, il Ministro Giancarlo Giorgetti, i governatori del Nord a partire da Attilio Fontana. Sfida impossibile visti i tempi risicati con cui Salvini, non senza una certa scaltrezza, ha convocato nelle settimane scorse, questa assise straordinaria?
Vedremo, di certo in questo modo, è evidente a tutti che non si può più nascondere la polvere sotto il tappeto.
Quanto al ruolo di Garavaglia nella futuribile ipotesi di Segretario di partito, senz’altro ne avrebbe le qualità dal punto di vista della preparazione. Alcuni forse lo considerano poco ‘mediatico’ – se per mediatico si intendono quelli alla Sardone che vanno in TV nei dibattiti urlati e poco ragionati – ma è senz’altro uno che al momento opportuno con pacatezza, ma con altrettanto fermezza sa farsi sentire.
Il suo pedigree è quello del classico “self-made man” come ama ripetere anche nei suoi interventi parlamentari. “Terzo di quattro figli, mamma casalinga, papà falegname…”. Diplomatosi al Liceo Scientifico Bramante di Magenta, quindi, la laurea in Economia alla Bocconi – quando la Bocconi era la Bocconi – poi una seconda laurea in Scienze Politiche, mentre era già Sindaco di Marcallo con Casone, non a caso con una tesi dedicata ai temi della Città Metropolitana e del decentramento. E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti e ha il record di essere il Senatore più giovane della storia della Repubblica. Classe 1968, infatti, Garavaglia varcò la soglia dell’Aula di Palazzo Madama nella primavera del 2008, poco dopo aver compiuto i 40 anni.
Già eletto deputato del Carroccio, da lì in poi una presenza costante in Parlamento con incarichi di governo pesanti come Vice Ministro all’Economia accanto al Ministro Tria – nell’esperienza di governo ‘giallo verde’ che lui oggi non ha problemi a definire “assolutamente irripetibile” nel senso che quell’alleanza coi 5 Stelle oggi sarebbe contro natura – quindi Ministro del Turismo e attualmente Presidente della Commissione Finanze e Tesoro a Palazzo Madama.
Nell’intermezzo c’è stato anche il tempo per tornare in Regione Lombardia, dove è stato l’uomo forte e di di assoluta fiducia della Giunta guidata da Bobo Maroni. Assessore all’Economia e alla Semplificazione, in quegli anni, spesso e volentieri Garavaglia svolgeva anche il ruolo dell’Ufficiale di collegamento tra Milano e Roma. Spesso inviato in missione nella capitale a portare le istanze del Nord e, in particolar modo, della Regione che fa parte dei “Quattro Motori d’Europa” .
Garavaglia con una battuta – ma non troppo – nel partito viene considerato il “poli-tecnico” per eccellenza. Nel senso che accanto alle doti politiche, affianca una preparazione non comune su tematiche di natura tecnica in ambito economico finanziario ma anche sanitario. “Se c’è una rogna da risolvere mandano Garavaglia…”.
Altro “leit motiv” molto in voga nel pianeta Lega e che comunque dà la cifra del grado di considerazione in cui l’ex Primo cittadino di Marcallo con Casone – dove la Lega con giunta monocolore ha governato per un quarto di secolo (25 anni!)- viene tenuto dentro al partito.
“La Lega è post ideologica” altra frase cara a Garavaglia. La sua missione è appunto tornare proprio lì. Far riemergere quel ‘Genius Loci’ che ha animato lo spirito di chi ha fondato e portato avanti l’Idea.













