Le rievocazioni storiche e le celebrazioni civili hanno il compito di mantenere viva la memoria di eventi che hanno contribuito a costruire la nostra identità nazionale. Battaglie come la Battaglia di Magenta vengono ricordate come momenti decisivi nel percorso verso la libertà e l’unità del Paese, ma furono anche eventi segnati da sofferenza, sangue e morte di migliaia di giovani.
Proprio per questo, il significato della memoria storica non può limitarsi alla rappresentazione celebrativa del passato: deve interrogare il presente e il valore concreto delle libertà conquistate. Da questa riflessione prende spunto il pensiero di Walter Bassani, che si domanda quale senso abbiano oggi le commemorazioni della liberazione quando molti cittadini percepiscono insicurezza, paura e smarrimento nella vita quotidiana. Ecco il pensiero di Bassani:
Memoria storica di un semplice cittadino. La piazza della nostra città è il simbolo nazionale della liberazione dall’oppressore. Oggi se i cittadini passano per la piazza e vengono presi a sassate, proviamo a cercare cosa si cela dietro a questa cosa illogica. Mentre si celebra in pompa magna, con una trita e ritrita finzione scenica, il modo in cui i giovani sono stati uccisi per garantire a noi questo pericoloso e ridicolo presente, la realtà che ormai da troppo tempo affrontano i cittadini, è fatta di paura, di delusione e di incertezza per l’immediato futuro. Si va a fare la spesa, si va a prendere un caffè, con la paura di andare a finire all’ospedale con la testa rotta da una sassata. La domanda che mi nasce spontanea è: ” Perché mentre la popolazione è preoccupata per la propria sicurezza si continua a fingere di rispettare i morti, mentre la realtà di questi giorni, è che il solo circolare in città è diventato pericoloso?” Come si può pensare di affrontare la celebrazione della battaglia della liberazione nazionale con la consapevolezza che quella libertà, di fatto non esiste più? Non so voi che leggete ma io, da semplice cittadino attendo vere risposte. (foto: Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta. Olio su tela di Giovanni Fattori – Galleria degli Uffizi – Firenze)














