HomeCronacaMagenta, intrusione notturna nella comunità psichiatrica: un’operatrice sola davanti all’emergenza

Magenta, intrusione notturna nella comunità psichiatrica: un’operatrice sola davanti all’emergenza

Una comunità che ospita sedici pazienti psichiatrici con quadri clinici complessi, un turno notturno coperto da una sola operatrice e un estraneo che riesce a introdursi nell’area della struttura. È quanto accaduto nella notte tra il 3 e il 4 giugno alla Comunità Riabilitativa a Media Assistenza (Crm) di Magenta, situata accanto all’ospedale Fornaroli.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza del servizio notturno. Secondo le ricostruzioni, l’unica Oss presente in turno si trovava nella sala operatori quando è stata allarmata da alcuni rumori provenienti dall’esterno. Convinta inizialmente che potesse trattarsi di uno dei pazienti, si è avvicinata alla porta vetrata per verificare la situazione, senza però notare nessuno. Uscita per un controllo, ha trovato sul terreno un’impronta di piede nudo. Pochi minuti dopo i tentativi di forzare l’ingresso sono ripresi.

La lavoratrice ha quindi richiesto l’intervento dei carabinieri di Abbiategrasso. Nell’attesa dell’arrivo della pattuglia, si è trovata però da sola all’interno della struttura, consapevole della presenza di una persona sconosciuta nei dintorni dell’edificio. Per questo motivo ha contattato telefonicamente una guardia giurata che conosceva personalmente. Sebbene fuori servizio, quest’ultima ha immediatamente allertato due colleghi impegnati presso il vicino ospedale.

Sono stati proprio gli addetti alla vigilanza a individuare l’uomo all’interno dell’area della comunità. Si presentava in condizioni precarie: seminudo, con un braccio ingessato, ferite sanguinanti e un evidente stato di alterazione. L’intervento congiunto di carabinieri e personale sanitario del 118 ha consentito di accertare che si trattava di un trentenne residente in zona, uscito dalla propria abitazione dopo aver assunto alcol e sostanze stupefacenti.

Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe vagato all’interno della struttura aprendo alcuni armadietti, probabilmente nel tentativo di trovare farmaci, prima di dirigersi verso la stanza occupata dall’operatrice e cercare di forzarne l’accesso. L’episodio non ha avuto conseguenze fisiche per il personale e per gli ospiti, ma ha riportato al centro dell’attenzione una questione che da tempo viene segnalata dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali: la presenza di un solo operatore durante l’intero turno notturno, dalle 21 alle 8 del mattino.

Per undici ore una sola persona è chiamata a gestire controlli, assistenza agli ospiti, eventuali emergenze sanitarie e situazioni impreviste come quella verificatasi nei giorni scorsi. Una condizione che appare particolarmente delicata considerando la tipologia dei pazienti accolti dalla struttura.
La Crm è ospitata in un immobile di proprietà dell’ospedale Fornaroli, mentre il servizio è affidato alla Cooperativa Sociale Onlus San Giuseppe di Como. Le criticità, precisano gli operatori, non riguardano la qualità dell’assistenza quotidiana, ma l’organizzazione del servizio nelle ore notturne.
Tra gli episodi richiamati figura anche un infortunio avvenuto nel corso del 2025, quando una Oss in servizio notturno avrebbe riportato la frattura di un braccio senza poter abbandonare immediatamente il posto di lavoro a causa dell’assenza di personale sostitutivo.

Dopo l’ultima intrusione è stata inviata una comunicazione formale alla cooperativa con una serie di richieste: revisione della valutazione dei rischi, installazione di una porta rinforzata per la sala operatori, sistemi di allarme e dispositivi antipanico, presenza di vigilanza nelle ore notturne e, nell’immediato, l’impiego di almeno due operatori per turno.

Il presidente della Cooperativa San Giuseppe, Patrizio Tambini, sottolinea che l’organizzazione del servizio dipende dalle disposizioni previste dalla convenzione in essere. «La struttura e il servizio fanno capo all’Asst Ovest Milanese. Noi operiamo nel rispetto di quanto previsto dall’appalto e abbiamo già segnalato più volte le problematiche esistenti», afferma.

Di diverso avviso la Cgil Ticino Olona, che attraverso il segretario generale Roberto Nania e Pietro Coppola contesta il rimpallo di responsabilità tra i soggetti coinvolti. Il sindacato sostiene da tempo che la presenza di un solo lavoratore durante la notte non sia sufficiente a garantire contemporaneamente assistenza agli ospiti, gestione delle emergenze e tutela dell’incolumità del personale.

Interpellata sulla vicenda, l’Asst Ovest Milanese ha ricordato che l’attuale convenzione tra Ats e Cooperativa San Giuseppe prevede la presenza di almeno un operatore nelle ore notturne. L’accordo resterà in vigore fino al 2027, ma l’azienda sanitaria ha annunciato l’intenzione di rivederne i contenuti alla scadenza. Nel frattempo, come misura immediata, verranno intensificati i passaggi delle guardie giurate già operative presso il presidio ospedaliero di Magenta.

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