Magenta, il personaggio. “La mia seconda vita al buio ma con il sole nel cuore”

Pantaleo (per tutti "Leo") Logoluso di professione fisioterapista non vedente. La magia delle sue mani che sanno trasmettere ben-essere. Più forti di ogni apparente barriera fisica. Da questa settimana in forza presso il Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia di Magenta

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“A 22 anni la mia vita è cambiata in modo irreparabile. Però ho avuto la grande opportunità, appunto, per 22 anni della mia esistenza, di veder sorgere il sole e assistere a meravigliosi tramonti ….”.

Quando incontri un personaggio come Pantaleo Logoluso capisci subito di aver davanti a te qualcuno di speciale, fuori dal comune. E non è perché stiamo parlando di un medico fisioterapista osteopata non vedente. Quello, in realtà per noi che lo abbiamo conosciuto, diventa un aspetto quasi secondario.

Perché se professionalmente è certamente molto preparato nel suo lavoro, ciò che più ti colpisce fin dal primo incontro è la serenità e la tranquillità che infonde in chi gli sta accanto.

“Leo’ potrebbe esser arrabbiato con la vita. Soprattutto perché lui una vita ‘normale’ (ma chi ha il diritto di definire normale o meno le cose?) sino ad un certo punto della sua esistenza l’ha vissuta eccome. Poi gli è stata portata via brutalmente.

“La diagnosi era di quelle che non lasciavano scampo – spiega il Nostro – tant’è che il medico che mi ha operato non mi aveva dato alcuna possibilità. Abbiamo provato per qualche mese ma poi è iniziata la mia nuova vita al buio….”.

Un buio che però, come abbiamo scritto, è ampiamente compensato da quel sole che scalda il cuore di ‘Leo’. Un calore e un senso di umanità profonda che riesce a trasmettere ai suoi pazienti.

In una parola, quel ‘ben-essere’ che poi è tutt’uno con i suoi trattamenti.

D’altronde, la considerazione di fondo che “Leo” fa è più che mai condivisibile: “Se io non fossi sereno come potrei sciogliere tensioni, nevrosi e altri disagi che spesso sono correlati ad una cattiva postura e che sovente sono causa di stress e dolore???”.

Una riflessione che non fa una grinza e che gli ha permesso di lavorare per ben 32 anni come fisioterapista all’interno dell’Ospedale di Legnano.

Difficoltà? “Sono sincero – ci confessa – la prima settimana è stata un’ecatombe. Abituarmi allo spogliatoio comune, agli spazi ampi di un ospedale. Non è stato per nulla facile… Poi però è andato tutto benissimo. Quando mi capitato quello che mi è capitato, avrei potuto abbattermi. Invece, ho resettato tutto. Ho ricominciato da capo. Sentivo di poter dare e ricevere ancora tanto da questa vita.

Avevo studiato per fare il fisioterapista e quello volevo fare. In casa mia, naturalmente, c’era qualche resistenza. Ma sono andato dritto per la mia strada e anche i miei cari hanno visto come potessi vivere questa mia nuova vita…”.

“Leo” non si è mai fermato, tanta serenità d’animo ma anche tanta determinazione. “Ho imparato a leggere il Braille. Perché volevo essere più che mai dentro il mondo e non fuori. I miei pazienti, e non è una battuta, spesso non si accorgevano nemmeno della mia disabilità. La domanda di rito, se arrivava, giungeva solo in ultimo…”.

Le ragioni? Semplice, “Leo” si muoveva e si muove ancora con grande naturalezza negli spazi. “E’ una sorta di ‘memoria storica’ che mi è rimasta come patrimonio della mia prima vita” ci confida.

Ha saputo costruire relazioni e un rapporto pressoché personale con tutti i suoi pazienti. Poi, dopo 32 anni di sanità pubblica e la meritata pensione, che ha maturato in considerazione anche del suo deficit, “Leo” ha capito che non era ancora arrivato il momento di uscire di scena.

Perché anche quella del fisioterapista è una specie di vocazione. Un po’ come quella del medico. In quanto creare ben-essere o quanto meno le condizioni psico fisiche ideali per tornare a stare in salute è un qualcosa che ti porti dentro…..

Da qui il recente approdo al Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta. “Ai primi di maggio ho avuto un colloquio con il dottor Andrea Rocchitelli che dirige il centro. Mi è stata proposta questa opportunità e io ho colto gli stimoli di questa nuova sfida”.

Una sorta di ‘terzo tempo’ di una vita a manipolare schiene, cervicali, gambe ma prim’ancora a infondere ‘ben-essere’ all’animo umano.

Dove vuole arrivare il nostro ‘Leo’? “Non mi pongo limiti. Prendo quest’esperienza nel modo giusto, curioso di questa nuova realtà, ma con la voglia e la passione di sempre per la mia professione”.

Inizialmente, sarà presente tutti i lunedì presso il centro di fisioterapia del Santa Crescenzia (Fisio Magenta) ma se fosse per lui potrebbe esserci a trattare pazienti dietro ad un lettino anche tutti i giorni.

D’altra parte, la bellezza di chi vive solo in apparenza una vita al buio, è proprio quella di apprezzare la magia e la sorpresa che il quotidiano ti riserva.

“Leo” ha fatto sua questa filosofia e la sa trasmettere costantemente a chi ha la fortuna di passare tra le sue mani.

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