― pubblicità ―

Dall'archivio:

Magenta e l’ultimo saluto a Don Walter: un uomo innamorato di Dio

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

MAGENTA – “Un uomo follemente innamorato di Dio e che spesso è andato anche oltre nella sua opera di aiuto ai più poveri”.
Così don Luca, oggi Monsignore, amico fraterno di don Walter Luigi Larghi, lo ha ricordato nella sua predica che ha idealmente ripercorso i tratti della persona, nonché le tappe del suo sacerdozio.
Lui prete del ’65 – a proposito presenti nella Parrocchiale della Sacra Famiglia,  diversi di quei ‘ragazzi’ che avevano abbracciato il sacerdozio con don Walter – che arrivava dalla Bovisa di Milano e che dentro al suo cammino sacerdotale aveva avuto due esperienze così importanti come quella accanto ai ragazzi dei Martinitt e delle Stelline di Milano.

 

Un’attenzione per i più poveri, per quelli che non avevano nulla, che il Parroco della Sacra Famiglia per ben 23 anni, si era portato in dote ovunque.

“Questa sua passione, questo suo entusiasmo, questo buttarsi a capofitto, magari poi umanamente sbagliando, per chi era l’ultimo della situazione”.

Un impegno questo che don Walter aveva mantenuto anche nei suoi anni Magentini, magari, in forma più discreta e meno eclatante, ma sempre costante. Perché – come spesso ripeteva- ‘alcune cose è importante farle, mentre non è necessario farle sapere a tutti i costi…”.

La Chiesa della Sacra Famiglia, la ‘sua’ Chiesa, oggi era piena. Tanti amici, tanti suoi ragazzi che ormai non lo sono più. Tante persone che hanno avuto la fortuna d’incontrare e di percorrere un tratto della loro esistenza accanto a questo sacerdote Il messaggio iniziale del Vicario episcopale, e poi tantissimi preti.

 

Tra questi anche don Maurizio, per anni storico prete dell’Ospedale ‘Fornaroli’, un’altra di quelle figure sempre vicina ai più fragili e a chi soffre.  Fuori della Parrocchiale, complici le normi anti Covid, una seconda Chiesa ‘open air’ perchè tantissimi sono stati quelli che non hanno trovato posto all’interno.

I gonfaloni dei Comuni di Magenta e Boffalora, con la presenza dei suoi primi cittadini.  Don Walter ovunque è stato ha lasciato un solco, una traccia indelebile. Anche nella sua esperienza di Bollate, così come nel suo ultimo periodo in riva al Naviglio Grande.  In tanti oggi avevano gli occhi lucidi per un prete ma prim’ancora per un maestro di vita. 

F.V.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi