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ROMA (ITALPRESS) – L’estate scorsa, dopo la morte di Pippo Baudo, con il quale è stata sposata dal 1986 al 2004, si è parlato di lei soprattutto per le critiche che ha mosso all’assistente del conduttore per averle, a suo dire, impedito qualsiasi contatto con l’ex marito negli ultimi anni. Ma Katia Ricciarelli, per sua fortuna, è molto più del gossip. Per la soprano, nata a Rovigo il 18 gennaio 1946 e, dunque, in procinto di compiere 80 anni, parla infatti una carriera straordinaria, iniziata nel lontano 1971.
Ma andiamo per ordine: fin da bambina Katiuscia Maria Stella Ricciarelli, questo il suo nome, mostra grande interesse per il canto. Crescendo, i suoi studi si indirizzano inevitabilmente verso la musica, al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Il debutto avviene nel 1969 con “La bohème” e l’anno successivo è al Regio di Parma ne “Il trovatore”. Ma è solo nel 1971, grazie alla vittoria al Concorso Internazionale Voci Verdiane della Rai che Ricciarelli diventa “la Katia”, com’è conosciuta da tutti. Da quel momento non c’è settore dello spettacolo in cui non si metta alla prova. Inizialmente la sua è una carriera esclusivamente musicale.
Richiesta dai teatri di tutto il mondo, calca i palcoscenici del Lyric Opera di Chicago, del Teatro alla Scala di Milano, della Royal Opera House di Londra, del Metropolitan Opera di New York, solo per citarne alcuni. Grazie alla sua voce di raro splendore, spazia da Puccini a Verdi, da Rossini a Donizetti, ottenendo ovunque grande successo. Nella seconda metà degli anni ’70 è all’apice della carriera e, nel decennio successivo, inizia una collaborazione con il Rossini Opera Festival di Pesaro nella quale riscuote successi soprattutto nel repertorio belcantista, principalmente con Rossini (“Semiramide”, “La donna del lago”, “Bianca e Falliero”, “La gazza ladra” e la storica prima ripresa assoluta de “Il viaggio a Reims” con la direzione di Claudio Abbado) ma anche Donizetti (“Lucrezia Borgia”) e Verdi (“Otello”).
Verso la metà del decennio, però, inizia quel declino vocale che la porta a inanellare una serie di insuccessi il più infelice dei quali, nel 1989 in “Luisa Miller” alla Scala di Milano, le costa talmente tanti fischi da parte del pubblico (con tanto di una dissimulata maledizione della soprano all’indirizzo degli spettatori del loggione) da farle decidere di non cantare più su quel palco.
Nel 1994 arrivano, comunque, i 25 anni di carriera e Ricciarelli viene insignita dei titoli di Kammersängerin a Vienna e di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Nel 1999, per i 30 anni di carriera, debutta in “Fedora” di Umberto Giordano. Negli anni successivi canta molto meno (ma dal 2003 al 2005 è direttore artistico dello Sferisterio di Macerata) e si fa conoscere dal grande pubblico televisivo grazie alla fiction (appare, tra le altre, in “Don Matteo”, “Carabinieri” e “Un passo dal cielo”) e ai ruoli di concorrente, inviata o giurata in programmi come “La Fattoria”, “Io canto”, “L’isola dei famosi”, “Il cantante mascherato”, “Grande Fratello Vip” e “Verissimo”.
Anche il cinema le regala soddisfazioni grazie soprattutto a Pupi Avati che la vuole nei suoi film “La seconda notte di nozze” (con cui vince il Nastro d’Argento) e “Gli amici del bar Margherita”.
Sulla vita privata, abbiamo già detto del matrimonio con Pippo Baudo che è stato preceduto da una lunga relazione con il tenore José Carreras. Qualche tempo fa ha raccontato di avere abortito nei primi tempi della relazione con Baudo su insistenza di lui.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

















