Sold out ieri sera per il debutto live della nuova Arena di Santa Giulia a
Milano con gli amici Mannoia, Carboni, Emma e Sangiorgi
Nel giorno dei giorni, li ha fatti ballare sul mondo. Tutti e 16mila. ”Ligabue è sempre lui”, verrebbe da dire citando, e parafrasando, una delle canzoni più belle del
repertorio del rocker di Correggio, che travolge l’arena milanese di
Santa Giulia, a inizio scaletta.
Ed è con lo stesso spirito travolgente che il Liga, 66 anni compiuti a marzo, inaugura il palazzetto, il nuovo e scintillante Unipol Dome, che segna il debutto
ufficiale per i live della struttura dopo l’inaugurazione nel febbraio
scorso per i giochi di Milano Cortina. Con lui sul palco tanti
superospiti: da Fiorella Mannoia a Luca Carboni, passando per Emma e
Giuliano Sangiorgi.
Sono loro le voci di un evento atteso, che unisce la novità dello
spazio alla presenza di un artista che nel tempo ha mantenuto il suo
stile, sempre riconoscibilissimo e sempre coerente. Sul palco, Ligabue
porta il suo repertorio più noto, senza particolari cambi di
direzione, e quel rapporto ormai più che consolidato con il suo
pubblico sembra intatto. Cambia il contesto, semmai — la nuova arena
da 16mila posti — ma non la sua identità.
Occhiali da sole e gilet di pelle nero, Ligabue rompe subito il
ghiaccio: ”Stasera abbiamo l’onore e il piacere di fare il primo
concerto in questo posto pazzesco, che diventerà un punto di
riferimento per la musica in Italia e non solo. Mi sono portato dietro
tutti i chitarristi che hanno suonato con me nella mià storia e poi ci
saranno altre so rose ognuno si porti a casa un gran bel souvenir”. E
non serve dirlo ad alta voce per capirlo, perché in questa parte della
città si inaugura stasera un pezzo di futuro: un’arena davvero degna
delle grandi venue internazionali. Ligabue ne taglia il nastro con
chitarra e voce, è il primo artista a salire sul palco dell’Unipol
Dome con ‘Prima notte – Music Opening Ceremony’, un evento ad hoc
(neanche a dirlo, sold out) costruito in modo da valorizzare ogni
angolo dello spazio: un impianto visivo pulito, con 500 light fixtures
a illuminare il grande palco, largo 20 metri, e una passerella lunga
18, che porta il Liga al centro dell’arena. Un suono compatto che
restituisce quella dimensione live che per lui è sempre stata
centrale.
Ad accompagnare Ligabue sul palco c’è
la sua storica e affiatata band: Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel
Previte e Niccolò Bossini alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere,
Davide Pezzin al basso e Lenny Ligabue alla batteria. La scaletta
pesca a piene mani da un repertorio diventato ormai colonna sonora
delle vite di tanti, con un forte richiamo agli anni ’90 e ai primi
2000, ma senza restare intrappolata nella nostalgia. Da ‘Balliamo sul
mondo’ che, anticipata dalle note di ‘Dies Irae’ di Verdi e dalle
immagini dei leader mondiali come Donald Trump e Giorgia Meloni unite
a quelle della guerra, apre (letteralmente) le danze, a ‘Sarà un bel
souvenir’, fino a ‘Una vita da mediano’, ‘L’odore del sesso’, ‘Eri
bellissima’, ‘Lambrusco & pop corn’, e ‘I ragazzi sono in giro’. E poi
l’immancabile ‘Certe notti’.
E proprio su alcuni di questi brani arrivano le sorprese più attese
della serata: Emma, Giuliano Sangiorgi e Luca Carboni salgono sul
palco per tre duetti speciali che accendono ulteriormente l’entusiasmo
del pubblico, rispettivamente sulle note di ‘Quella che non sei’,
‘Vivo Morto o X’ e ‘Sogni di Rock’n’Roll’. E mentre ‘Urlando contro il
cielo’ dà la carica ai suoi fan, ‘Piccola stella senza cielo’ abbassa
per un attimo il ritmo, con tanto di proposta di matrimonio da parte
di un fan sul finale. Nel corso della serata c’è spazio anche per un
momento fortemente simbolico: Fiorella Mannoia raggiunge Ligabue sul
palco e insieme annunciano il ritorno, il prossimo 21 settembre
all’Arena di Verona, della quarta edizione di ‘Una Nessuna Centomila’,
l’evento che riunisce alcune delle più importanti voci italiane contro
la violenza sulle donne.
Da ieri sera, insomma, Milano ha la sua nuova arena.














