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Dall'archivio:

La palude Stigia della politica magentina

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Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

MAGENTA –  E’ di ieri l’ultima polemica innescata dal Pd magentino con tanto di vignetta con addetto stampa ‘in fuga’ dal sindaco Chiara Calati che, a detta dei Dem, litigherebbe o lo avrebbe già fatto, praticamente con mezzo Comune.

Obiettivamente leggendo queste righe ci siamo rimasti male. E ci ha fatto molto riflettere sul livello sempre più basso della politica locale. Già, perché quando il terreno dello scontro scivola sulle vicende personali non è mai un bel segnale. Carlo Cassani  (nella foto in basso con Iva Zanicchi) facendo il portavoce o addetto stampa, chiamatelo come volete, ha scelto di fatto il precariato a vita. Chi scrive conosce benissimo questa realtà e le regole del gioco, essendosi trovato tante volte nelle stesse situazioni. Ci fermiamo qui perché sennò dovremmo divagare troppo e prendercela con un ordine che poco alla volta ha svenduto questa professione e con editori che considerano i giornalisti quando va bene al pari dei “cottimisti”.  

 

Torniamo ai fatti.  Cassani trovata un’opportunità professionale più completa o, comunque, magari, più vicina all’ambiente dove per tanti anni  ha lavorato – ovvero in Regione Lombardia – ha deciso che questa fosse la soluzione più congeniale per lui. Tutto qui. Qual è il caso?

Non sta certo a noi fare i difensori di turno del sindaco Calati – che in tutta onestà e per sua stessa ammissione, ha problemi ben più grandi del chiacchiericcio da comari da paese. C’è, infatti, il famoso “cambio di passo” che quello sì, se non arriverà quest’anno, potrà inficiare il buon andamento dei cinque anni di amministrazione – o di un collega, però, abbiano trovato la polemica,  francamente  inelegante. Poi per carità, ci sta tutto, siamo maturi e vaccinati, in questi anni di giornalismo ne abbiamo viste di ogni. E diciamo la verità,  il PD, dal canto suo, non vedeva l’ora di restituire all’attuale Amministrazione, pan per foccaccia. E qui ci riferiamo all’altro falso caso di Luca La Camera (nella foto sotto), per cinque anni validissimo capo di gabinetto della Giunta  di Marco Invernizzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi crediamo che come allora le polemiche del centrodestra e, soprattutto della Lega, fossero del tutto fuori luogo – La Camera per quello che faceva in Comune a Magenta avrebbe meritato ben altro emolumento – così come le ultime uscite del PD siano davvero ridicole. 

Perchè, lasciatecelo dire, anche l’altra sterile ‘querelle’ secondo la quale oggi 27 Gennaio, Giorno della Memoria, sarebbe stato di cattivo gusto correre la Stramagenta, beh, è una cosa che solo chi vive chiuso nelle segrete stanze della politica riesce a comprenderla.

Perché alla gente comune, e che ragiona perciò in maniera semplice e diretta, una bella corsa con oltre 1.400 partecipanti al via, semmai è la celebrazione della Libertà del correre, non certo un affronto ai martiri della Shoah.  Tutto questo,al netto del fitto cartellone, con l’immancabile appuntamento di questa sera al Lirico, che ogni anno con grande merito, ANPI con tutto il Comitato per la Memoria e Comune di Magenta organizzano. 

Il consiglio spassionato è di uscire dalla palude e tornare ad occuparsi della città. Ma su questioni serie, di sostanza e che abbondano, peraltro. Il gossip, se proprio deve starci, lasciamolo alle comari del caffè di mezza mattina. Loro hanno tutto il tempo per dedicarsi a questo. 

Fabrizio Valenti

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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