HomeCultura"La pace richiede un'educazione: è un lavoro da iniziare"

“La pace richiede un’educazione: è un lavoro da iniziare”

Nell’inferno della guerra si verificano talvolta fatti che sembrano negarne l’essenza, redimerne la malvagità, quando la mente degli uomini, magari per pochi istanti, si dispone ad ascoltare quello che il cuore suggerisce.

Dicembre 1914, Ypres (Belgio), fronte occidentale. A cinque mesi dall’inizio della guerra i combattimenti si sono trasformati in una logorante guerra di posizione. Intorno a Ypres si combatte ininterrottamente. Nella notte di Natale avviene qualcosa di impensabile: una tregua. Non è un accordo tra i comandi dei due schieramenti: è una tregua spontanea decisa dai soldati. La notte di Natale qualcuno si mette a cantare canti della tradizione natalizia. I soldati scoprono che nelle trincee di fronte, pur con parole diverse, cantano le stesse melodie di casa. Qualcuno propone di smettere di sparare.

I nemici escono allo scoperto e si incontrano nella terra di nessuno. Si parlano, si stringono la mano, si abbracciano, si scambiano gli auguri e doni, capi di vestiario e bottoni delle divise, cibo, tabacco, fotografie degli amici e delle famiglie, e ricordi del tempo di pace. La mattina di Natale seppelliscono i caduti con una funzione funebre. Un evento di queste proporzioni non si è mai più ripetuto nella storia.

La mostra fornisce le testimonianze dei protagonisti e un’ampia documentazione fotografica, frutto di una lunga ricerca e di un viaggio sui luoghi di questo evento unico.

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