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La Battaglia culturale dei Conservatori. Di Domenico Bonvegna

Una dichiarazione di sfida, una risposta ferma a chi cerca di minare lโ€™identitร  occidentale, contro la cancel culture e lโ€™ideologia woke che minacciano di dividere, indebolire e si pone anche come contraltare alle narrazioni globaliste.

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La settimana scorsa ho sottolineato il discorso storico del vicepresidente americano J.D. Vance a Monaco, oggi ne sottolineo un altro, altrettanto storico, della nostra Presidente del Consiglio Giorgio Meloni, che peraltro possono essere ascritti entrambi al campo conservatore, che di mese in mese si sta allargando.

Meloni รจ intervenuta sabato scorso in video collegamento alla Conservative Political Action Conference (CPAC), la kermesse annuale che riunisce i conservatori statunitensi. Apre la manifestazione JD Vance, la chiude il presidente Trump. Si tratta del โ€œpiรน grande e influente raduno di conservatori al mondoโ€.

La CPAC, nata nel 1974 su iniziativa dellโ€™ex presidente Usa Ronald Reagan, ha riunito nei pressi di Washington, da giovedรฌ sera e per tre giorni, i piรน influenti rappresentanti della destra statunitense. Questโ€™anno la kermesse sarร  dedicata a celebrare la vittoria di Donald Trump che sabato sera ha tenuto il discorso conclusivo dellโ€™evento. Sempre nello stesso giorno, c’รจ stato l’intervento del Presidente argentino Javier Milei, a quello della Premier Giorgia Meloni. Non รจ la prima volta che la premier Meloni partecipa alla CPAC, รจ giร  successo nel 2019 e nel 2022.

Alla convention partecipano sia parlamentari di FdI, che della Lega. Intanto c’รจ da segnalare negli stessi giorni, un altro evento annuale sempre di conservatori che si รจ svolto in Inghilterra, promosso da Alliance for Responsible Citizenship, ARC (Alleanza per la Cittadinanza Responsabile), dove ha partecipato Nicola Procaccini, co-presidente del Gruppo Ecr al Parlamento europeo ed esponente di Fratelli dโ€™Italia. Procaccini dopo aver evocato Margaret Thatcher, William F. Buckley Jr.,Buckley, Ronald Reagan e molti altri furono i cosiddetti โ€œfusionistiโ€, costruttori di coalizioni che cambiarono il mondo.

Grazie a questi leader, lโ€™Occidente ha conosciuto una prosperitร  economica senza precedenti, si รจ unito attorno a una causa comune ed รจ riuscito a vincere la Guerra Fredda.

โ€œCome leader del Gruppo conservatore al Parlamento europeo, vedo ogni giorno lโ€™importanza di costruire nuove coalizioni e trasformarle in un movimento capace di ottenere la vittoria. Abbiamo visto esempi simili in tutto il mondo: con la vittoria di Donald Trump e Javier Milei, con la reinvenzione del Partito conservatore canadese guidato da Pierre Poilievre e con la nuova direzione del Partito Liberale australiano sotto Peter Duttonโ€. Procaccini nella sua relazione fa riferimento a personalitร  come Margaret Thatcher, William F. BuckleyJr., Ronald Reagan, furono i cosiddetti โ€œfusionistiโ€, costruttori di coalizioni che cambiarono il mondo. Grazie a questi leader, lโ€™Occidente ha conosciuto una prosperitร  economica senza precedenti, si รจ unito attorno a una causa comune ed รจ riuscito a vincere la Guerra Fredda. Ancora oggi beneficiamo dellโ€™ordine mondiale che essi hanno contribuito a stabilire. Procaccini si augura di โ€œriunire i conservatori sotto unโ€™unica bandieraโ€, in un fusionismo moderno, con una convinzione fondamentale: fermare lโ€™avanzata del socialismo, del wokismo e del progressismo in Occidente, e riportare il buon senso al centro della politica.

Tornando al discorso di Giorgia Meloni al CPAC di Washington, la nostra premier ha fatto un discorso equilibrato, secondo Marco Invernizzi โ€œva anche apprezzato il suo equilibrio nel tenere insieme il sacro diritto alla legittima difesa del popolo ucraino, lโ€™alleanza storica e fondamentale dellโ€™Italia con gli USA, senza perdere il legame con lโ€™Europa. Un equilibrio difficile, un compito che ha bisogno del nostro affetto e delle nostre preghiere. Noi infine non lasciamoci ingannare e imitiamo s. Ignazio, che nel tempo della tribolazione invitava a non cambiare le decisioni giร  prese. Non odiamo nessuno e vogliamo cooperare con tutti, proprio in unโ€™ottica cattolica, cioรจ universale: lโ€™Occidente รจ un bene, รจ stato un dono, e puรฒ ritornare a esserloโ€. (La situazione internazionale, 24.2.25, alleanzacattolica.org) Certo viviamo tempi complicati, non facili. E’ un mondo sempre piรน complesso, a partire da quellโ€™evento epocale che รจ stato il 1989, quando il Muro della divisione e della vergogna venne abbattuto a Berlino dai cittadini finalmente liberi di attraversarlo.

Giovanni Cantoni, fondatore di Alleanza Cattolica, โ€œlo ripetรฉ continuamente negli anni successivi: nasceva un mondo complicato, senza piรน un paradigma di assoluta evidenza. Non che prima del 1989 fosse tutto semplice, ma cโ€™erano il mondo comunista e quello che gli si opponeva, con tante differenze, certo, ma unito nel rifiuto dellโ€™ideologia marxistaโ€. Oggi il relativismo รจ penetrato profondamente dappertutto: โ€œdestre controrivoluzionarie e destre che vogliono fare saltare il sistema liberale, conservatori legati alla tradizione occidentale e conservatori aperti alle suggestioni liberal, cattolici fedeli alla dottrina sociale e altri cattolici che nemmeno sanno cosa sia, sinistre di diversi tipi, occidentali a volte, piรน spesso pro-pal, cioรจ contro Israele, ora e sempreโ€. Non ci sono strade semplici. Intanto ci accontentiamo di queste dichiarazione politiche, dei buoni propositi, l’ho scritto in un post su Fb, a me basta che il mio capo del Governo dica e pensa queste cose…poi sulle questioni economiche non sono esigente, so che non รจ facile risolvere o sciogliere i tanti nodi che durano da decenni, almeno da 50 anni, ora non si puรฒ pretendere che si risolve tutto in qualche anno. Forse non bastano neanche cinque anni. Le societร  occidentali e quindi l’Italia, non si cambiano per decreto o semplicemente perchรฉ si รจ installato un buon governo. Ci vuole tempo, pazienza e soprattutto un progetto culturale, che attualmente non si vede. Anche se questi congressi dei conservatori, fanno ben sperare. Certo, la politica serve, i provvedimenti esecutivi anche, ma se qualcuno pensasse di potere cambiare con pochi gesti, spesso โ€œurlatiโ€ sopra le righe, temo sia destinato a una ennesima delusioneโ€.

Rileggendo il discorso di Giorgia Meloni emergono diversi elementi di riflessione oltre i punti sottolineati giustamente dai media su Europa, Ucraina aggredita, pace giusta e duratura. Un discorso di identitร  e di valori. Meloni apre il discorso ribadendo lโ€™orgoglio nazionale italiano e il legame profondo con gli Stati Uniti, enfatizzando una visione dellโ€™Occidente come civiltร  fondata su principi di libertร , uguaglianza e sovranitร  popolare. โ€œLโ€™Italia, รจ una Nazione straordinaria, legata agli Stati Uniti da un vincolo indissolubile forgiato dalla storia e dai valori condivisiโ€. โ€œNon ci vergogneremo mai di quello che siamo,โ€ e nella sala รจ esploso un applauso scrosciante.

Una dichiarazione di sfida, una risposta ferma a chi cerca di minare lโ€™identitร  occidentale, contro la cancel culture e lโ€™ideologia woke che minacciano di dividere, indebolire e si pone anche come contraltare alle narrazioni globaliste.

La coerenza dei conservatori. Una delle forze del discorso รจ la volontร  di evidenziare la coerenza dei conservatori: โ€œNoi conservatori facciamo quello che diciamo. Facciamo quello che รจ giusto, combattiamo per quello in cui crediamoโ€: La gente, โ€œvotano per noiโ€, ha detto, ยซperchรฉ difendiamo la libertร , amiamo le nostre nazioni, vogliamo rendere sicuri i confini, preserviamo i cittadini e i lavoratori dallโ€™ambientalismo folle di sinistra, difendiamo la famiglia e la vita, combattiamo contro il wokismo, proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e la libertร  di parola. Ci battiamo per il buon senso. Un discorso che ha saputo toccare le corde piรน profonde dellโ€™animo conservatore, un richiamo a difendere ciรฒ che รจ sacro, ciรฒ che dร  senso alla vita.

โ€œLa battaglia รจ dura, ma la scelta รจ semplice: vogliamo assecondare il declino o combatterlo?ยป. Un lessico nuovo quello della premier italiana che lega lโ€™attuale successo delle destre a una rinascita valoriale mentre collega le battaglie della sinistra al declino. Evoluzione contro involuzione, rinascita contro decadenza, cambiamento contro status quo, speranza contro rassegnazione. Un modo sicuramente abile per oltrepassare le categorie destra-sinistraโ€. (Annalisa Terranova,Giorgia Meloni al Cpac, un nuovo lessico tra libertร  e Occidente, 24.2.25, Libero) Meloni, auspica una rinascita dellโ€™Occidente. Attenzione, โ€œLโ€™Occidente che non puรฒ darsi senza Europa e non puรฒ concepirsi senza Americaโ€. ยซIo credo ancora nellโ€™Occidenteยป, ha detto la premier, ยซnellโ€™Occidente non come luogo fisico, ma come civiltร . Civiltร  nata dallโ€™incontro con la filosofia greca, il diritto romano e i valori cristiani. Civiltร  costruita e difesa nei secoli con il genio, le energie e i sacrifici di moltissimi. Con la parola Occidente definiamo un modo di concepire il mondo nel quale la persona รจ al centro, la vita รจ sacra, gli uomini nascono uguali e liberi, e quindi la legge รจ uguale per tutti, la sovranitร  appartiene al popolo e la libertร  viene prima di ogni altra cosaยป. Naturalmente, il suo appello allโ€™unitร  dellโ€™Occidente, non รจ quello relativista delle attuali classi dirigenti europee, ma quello fondato, sono sue parole, sulla filosofia greca, il diritto romano e i valori cristiani. Occidente che per quanto riguarda la politica estera, significa sostegno allโ€™Ucraina: Meloni celebra il coraggio e la determinazione del popolo ucraino, presentandolo come esempio di difesa della libertร  contro unโ€™aggressione ingiusta. Ci vuole veramente faccia tosta o poca capacitร  di comprendonio da parte delle sinistre a definire il discorso della Meloni lโ€™ennesima dimostrazione di โ€œvassallaggioโ€. Il discorso di Giorgia Meloni al CPAC ha saputo incarnare la speranza di molti conservatori: una leader forte, coerente, che difende senza compromessi i valori in cui credono. Un faro in un mondo che sembra aver perso la bussola.

Mario Sechi ci racconta come si misura la grandezza di un leader. Dai fatti, contano soltanto i fatti, non le chiacchiere degli avversari nรฉ i complimenti interessati, ma la cronaca delle cose che accadono. (Grandi e piccoli: trovate le differenze, 25.2.25, Libero) Guardando alla cronaca di una sola giornata, 24 febbraio di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri, basta segnalare il vertice con il leader degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, per la firma di accordi economici del valore di 40 miliardi di dollari. E poi dulcis in fundo, chiusura della giornata con il botto, conferenza stampa di Donald Trump e Emmanuel Macron nello Studio Ovale a Washington, con il presidente degli Stati Uniti dโ€™America che decide di rimarcare ยซla leadership molto forteยป di ยซGiorgiaยป. Immaginate tutti i sinistri e aspiranti leaderini dellโ€™opposizione. โ€œLa realtร  รจ piรน forte della propaganda, Meloni รจ una professionista come non se ne vedevano da tempo, รจ del mestiere, ha mangiato fin da piccola ยซminestra e politicaยป (conio di Francesco Cossiga), e questo la rende diversa, temprata, naturalmente non infallibile, ma di gran lunga una delle figure piรน brillanti dello scenario internazionale. Governare รจ difficile, in questi tempi lo รจ ancor di piรน, ma gli italiani sanno che Meloni e il centrodestra sono una garanzia di stabilitร โ€.

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