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Bruxelles, Garavaglia all’EU Tax Symposium: “L’Europa soffre di competitività. Fermiamo l’ETS e tagliamo la burocrazia per le PMI”

Nel cuore pulsante delle istituzioni europee, dove si disegna il futuro fiscale del Continente, la voce dell’Italia si è fatta sentire con pragmatismo e una critica netta allo status quo.

Il Senatore dell’est Ticino Massimo Garavaglia, Presidente della commissione Tesoro e Finanze a Palazzo Madama, partecipando all’edizione 2026 dell’EU Tax Symposium, ha portato sul tavolo della discussione un’analisi cruda e diretta: l’Unione Europea ha un “grosso problema di competitività” che non può più essere ignorato.

Il simposio di quest’anno, intitolato “Il futuro della tassazione: disuguaglianza e crescita nell’economia globale”, è diventato il palcoscenico per un confronto serrato tra visioni opposte. Da una parte, l’approccio regolatorio di Bruxelles; dall’altra, la ricetta di stampo leghista ribadita da Garavaglia: meno tasse e meno burocrazia per liberare le energie produttive.

La sfida energetica e il confronto con la Cina
Il punto centrale dell’intervento del Senatore è stata l’energia, definita senza mezzi termini come la “chiave dello sviluppo”. Garavaglia ha scosso il dibattito con un interrogativo provocatorio ma basato sui dati globali: perché l’Europa continua a gravare le proprie imprese con costi ambientali pesantissimi mentre i competitor globali corrono nella direzione opposta?

“Se in Cina si dimezza il costo dell’energia proprio dove si sviluppano i distretti dell’Intelligenza Artificiale, perché noi facciamo l’esatto contrario?” ha incalzato il Senatore. La proposta è drastica ma immediata e impregnata di sano realismo: la sospensione dell’ETS (Emissions Trading System). Secondo Garavaglia, il sistema delle quote di emissione, pur nato con intenti nobili, si è trasformato in una tassa occulta che zavorra l’industria europea rispetto a quella asiatica e americana.

PMI: basta “reportistica inutile”
Il secondo pilastro dell’intervento ha riguardato le Piccole e Medie Imprese, spina dorsale dell’economia italiana, oggi sommerse da obblighi di rendicontazione sempre più complessi. Garavaglia ha chiesto lo stop alla “costosa e inutile reportistica ambientale”, sottolineando come questi adempimenti rappresentino un costo fisso che non genera alcun valore aggiunto per l’ambiente, ma drena risorse preziose alle aziende.

“Per noi della Lega, se c’è un problema, la soluzione è tagliare tasse e burocrazia, non il contrario”, ha ribadito con fermezza. Il messaggio inviato da Bruxelles è chiaro: l’UE ha gli strumenti per agire subito e da sola, semplificando il quadro normativo prima che il divario con le altre grandi economie diventi incolmabile.

LA QUESTIONE CASA E PIU’ TUTELE PER CHI AFFITTA

Il dibattito è proseguito con la sessione pomeridiana dove Garavaglia è intervenuto sulla questione casa e affitti.

Direttiva “Case Green”: il rischio di una patrimoniale mascherata
Per Garavaglia, la direttiva UE sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) rappresenta una minaccia concreta. L’obbligo di riqualificazione energetica, con costi stimati fino a 60.000 euro per unità abitativa, rischia di trasformarsi in una “patrimoniale mascherata”.

Secondo il Senatore del Carroccio, imporre scadenze rigide senza adeguati sostegni finanziari europei significa spingere i piccoli proprietari verso un vicolo cieco: chi non avrà la liquidità per i lavori vedrà il valore del proprio immobile crollare, prestando il fianco alle speculazioni dei grandi fondi internazionali. La posizione è netta: la transizione deve essere sostenibile economicamente, non un esproprio di fatto basato su parametri burocratici calati dall’alto.

Il paradosso di Milano: perché il 13% delle case resta sfitto
Spostando l’analisi sul mercato degli affitti, Garavaglia ha acceso i riflettori su un dato emblematico: a Milano il 13% degli alloggi è sfitto. Un controsenso in una città con una domanda altissima e prezzi alle stelle. Per il Senatore, la spiegazione è pragmatica: “I proprietari non sono matti”.

Il problema risiede nella cronica mancanza di tutele per chi mette a disposizione il proprio immobile. Tra tempi della giustizia lumaca e procedure di sfratto per morosità che durano anni, molti proprietari preferiscono tenere i locali vuoti o dirottarli sul mercato degli affitti brevi piuttosto che rischiare di perdere il controllo del bene.

L’intervento di Garavaglia al Simposio 2026 ha segnato un punto di rottura rispetto alla narrazione dominante nelle stanze europee.

La sua è stata una chiamata al sano realismo: in un mondo che corre grazie all’IA e a costi energetici competitivi, l’Europa non può permettersi il lusso di restare impantanata in un eccesso di zelo burocratico che rischia di trasformarsi in una deindustrializzazione guidata per legge.

A PRANZO CON DUE PREMI NOBEL

Ma la giornata europea per il Senatore dell’est Ticino ha riservato anche piacevoli incontri. Massimo Garavaglia ha infatti avuto il piacere (e l’onore, è il caso di dirlo) di pranzare con due premi nobel in ambito economico: Joseph Stiglitz (nella foto sotto con Garavaglia) e Philippe Aghion che hanno aperto la sessione pomeridiana dei lavori. Per lui bocconiano doc, esperto di economia, sicuramente un momento davvero speciale.

DUE MOSTRI SACRI DELL’ECONOMIA MONDIALE:

Joseph Stiglitz è un economista statunitense, vincitore del Premio Nobel per l’Economia nel 2001 e professore alla Columbia University. È noto per le sue critiche alla gestione della globalizzazione e per i suoi studi sulle asimmetrie informative nei mercati.

Mentre Philippe Aghion è un economista francese di fama mondiale, vincitore del Premio Nobel per l’Economia nel 2025. È considerato uno dei massimi esperti nello studio della crescita economica e dell’innovazione, noto soprattutto per aver formalizzato la teoria della “distruzione creatrice”. Entrambi hanno preso parte alla conversation pomeridiana che ha ulteriormente alzato il livello del confronto.

GUARDA I DUE INTERVENTI DI MASSIMO GARAVAGLIA A BRUXELLES:

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