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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo qui solo per un atto formale, siamo qui per una precisa scelta politica, coinvolgere il Parlamento in tutti i passaggi e nelle decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni, in aula alla Camera, in merito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. “Sulla politica estera, sulla difesa dei cittadini e del tessuto produttivo e sulla sicurezza” ha aggiunto Tajani “una grande democrazia deve essere capace di non dividersi”.
“Nelle ultime ore la situazione ha fatto registrare una ulteriore evoluzione, non positiva, l’Iran continua a sferrare attacchi indiscriminati con missili e droni a strutture strategiche, siti militari, alberghi, missioni diplomatiche in tutti i paesi del Golfo, e stamane anche contro l’Azerbaigian. Le difese dei paesi del Golfo sono impegnate incessantemente nell’intercettare missili lanciati dalla repubblica islamica” ha aggiunto Tajani.
“In queste ore la situazione è in costante evoluzione con un rischio di allargamento del conflitto, in merito a quanto successo a Cipro, ricordo che si tratta di un paese comunitario a cui è necessario garantire solidarietà ed assistenza”, ha detto.
“Difficile anche al situazione in Iraq, dove stiamo monitorando, minuto per minuto, gli sviluppi della situazione, vista anche la presenza di militari italiani. Un ulteriore fronte aperto è quello libanese” ha aggiunto Tajani.
“Il governo sta operando senza sosta per assistere tutti i connazionali che si trovano nella regione, la loro sicurezza è la priorità sicurezza. La task force Golfo ha gestito ad oggi oltre 14 mila chiamate, e diverse migliaia di contatti mail. Gli italiani che abbiamo già aiutato a lasciare le aree a rischio sono arrivati a circa 10 mila” ha detto Tajani. “Abbiamo agevolato vari voli charter in collaborazione con il ministero della Difesa, questa mattina ne sono atterrati due a Ciampino, con 200 italiani in condizioni di fragilità, nei prossimi giorni sono previsti ulteriori voli, dai paesi del Golfo anche con la collaborazione delle compagnie aeree Ita e Neos”, ha detto.“Sono oltre 100 mila gli italiani coinvolti nelle aree più colpite, ringrazio tutto il personale che sta aiutando chi è in difficoltà, senza sosta”, ha aggiunto.
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“Il governo è pronto ad intervenire anche sul fronte economico per mitigare l’impatto di questa crisi che purtroppo è già visibile, preoccupa il blocco dello stretto di Ormuz”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni, in aula alla Camera, in merito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. “I prezzi di gas e petrolio hanno già fatto registrate rialzi significativi” ha aggiunto Tajani “se aumentano i prezzi del grano possono acuirsi nuove crisi e fronti di instabilità, in paesi che hanno già problemi economici”.
“Ribadisco che l’Italia non è in guerra con nessuno e non sarà in guerra con nessuno, parliamo con tutti senza rinunciare mai ai nostri valori”, ha concluso.
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CROSETTO “STIAMO VALUTANDO SVILUPPI IN LIBANO PER LA SICUREZZA DEI MILITARI”
“Noi avevamo nell’area, prima che scoppiasse il conflitto, 2.576 persone, abbiamo iniziato, prima che iniziasse il conflitto, spostamenti per mettere in sicurezza i militari, e nei giorni scorsi abbiamo intrapreso altre misure per adeguare la nostra presenza nelle missioni”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle comunicazioni, in aula alla Camera, in merito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. “Proprio mentre vi parlo, è in atto un movimento di personale di 239 militari verso l’Arabia Saudita, per alleggerire il dispositivo, pur mantenendo una capacità operativa essenziale” ha aggiunto Crosetto “rimarranno 82 dei 321 militari, un discorso analogo in Qatar, in Bahrain. In Libano, alla luce degli ultimi sviluppi, stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza, sia rimodulando il personale, sia intervenendo con un dispositivo navale”.
“La strategia dell’Iran è quella di creare caos, difficoltà economiche, lo stretto di Ormuz ha una rilevanza, dal punto di vista economica, per tutto il mondo, la preoccupazione è che questi attacchi hanno colpito basi Nato, come Cipro. La preoccupazione più grande è che in questa crisi se ne possono alimentare altre” ha aggiunto Crosetto ” quelle in corso sul fronte est”.
“E’ un momento molto difficile, dobbiamo avere tutti la consapevolezza, dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione, con alcuni obiettivi a partire dalla protezione delle nostre missioni e rispondere alle richieste dei paesi in difficoltà, lo strumento con cui possiamo rispondere aiutando i paesi amici in difficoltà è quello delineato dal parlamento: l’attuale pacchetto missioni internazionali”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

















