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Incidente Ivrea-Santhià, la testimonianza di Andrea Ranzini da Boffalora: “Ho visto un uomo morire sotto i miei occhi”

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Una tragedia sulle strade del Canavese avvenuta sotto i suoi occhi. Andrea Ranzini di Boffalora Ticino martedì sera verso le 19 stava raggiungendo la Valle d’Aosta per alcuni giorni di vacanza. Dietro di lui l’altra auto con la moglie. Davanti, ed è stata una questione di secondi, scoppia l’inferno.
C’è un incidente sulla bretella Ivrea Santhia’, e si capisce subito che è qualcosa di grave. Ranzini accosta, scende dall’auto e si dirige verso una delle due vetture coinvolte. “Quell’auto era completamente distrutta – racconta – gli airbag erano tutti scoppiati, ma gli occupanti erano in vita.  Mi volto, vedo un’auto nel canale. In mezzo alla strada c’era un uomo, corro verso di lui. Smette di respirare sotto i miei occhi”.

Ranzini chiama il 112 e fornisce tutte le indicazioni. L’incidente è accaduto lungo la bretella che collega l’autostrada A 4 alla Torino Aosta. Nel giro di pochi minuti la zona è bloccata e piena di mezzi di soccorso. Il boffalorese scoprirà più tardi che a morire, in quel tragico scontro, saranno tre persone. Un’intera famiglia che viaggiava su una Fiat Panda dalla targa del Regno Unito, ma di nazionalità italiana, compreso un ragazzo di 15 anni.

“Non ho mai visto nulla di simile – conclude – avrei voluto fare qualcosa per quelle persone. Ho delle immagini che non  se ne andranno mai dalla mia testa. Soprattutto quell’uomo in mezzo alla strada. Aveva i pantaloni completamente strappati. L’ho visto morire sotto i miei occhi. Fossi passato solo pochi secondi prima sarei rimasto coinvolto in quella tragedia”.

 

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