HomeViaggi e TurismoIn Italia il mercato alberghiero fa boom: +40%

In Italia il mercato alberghiero fa boom: +40%

MILANO – La pandemia non ha lasciato conseguenze nel turismo mondiale. Entro la prima meta’ del prossimo anno si supereranno i movimenti registrati nel 2019. Il boom del turismo mondiale non e’ omogeneo, ma premia l’Europa e i Paesi piu’ stabili.

Il boom del turismo impatta in modo positivo sia nel mercato degli alberghi che in settori del tutto nuovi, come la locazione breve. Gli investimenti immobiliari alberghieri mondiali nel 2022 sono lievemente diminuiti (-1,5 per cento rispetto al 2021), raggiungendo i settantadue miliardi di euro, con interesse disomogeneo per localizzazione relativa, ambiti urbani, luoghi di villeggiatura e livello delle strutture. A livello europeo il mercato immobiliare alberghiero e’ rimasto sostanzialmente stabile, chiudendo il 2022 con un fatturato di 20,5 miliardi di euro (21,2 nel 2021) bloccato dall’aumento dei costi e dalle crescenti preoccupazioni geopolitiche: per l’anno in corso si prevede un valore a 19,5 miliardi, con un aumento a partire dal 2024 (25 miliardi stimati). L’Italia prosegue nel suo trend positivo e chiude il 2022 con un incremento del quaranta per cento del fatturato complessivo, pari a 3,5 miliardi di euro, mentre per il 2024 si attende un riallineamento ai livelli fatti registrare nel 2019. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto 2023 sul mercato immobiliare alberghiero, che e’ stato presentato nel corso di Hospitality Forum 2023, organizzato oggi a Milano da Castello SGR (uno dei piu’ importanti investitori in questo segmento) e Scenari Immobiliari.

“La crescita del fatturato generato dal mercato immobiliare alberghiero italiano nel 2022 – ha dichiarato Giampiero Schiavo, amministratore delegato di Castello SGR – e’ senza dubbio un segnale incoraggiante. Vista l’incertezza che caratterizza questo momento storico, e’ necessario comunque che tutti gli attori del mercato – ognuno nel proprio ruolo – continuino ad impegnarsi soprattutto su due direttrici: rendere maggiormente attrattivo l’intero territorio nazionale, anche attraverso un rafforzamento delle infrastrutture, e continuare a rinnovare il patrimonio alberghiero italiano per essere maggiormente attrattivi sul versante del turismo internazionale”. Giampiero Schiavo, infatti, ha riconosciuto questa direttrice positiva per questo settore, in cui “c’e’ un grande impegno da parte delle banche, ma l’Italia ha bisogno di molto capitale per ammodernare il patrimonio”. Lo ha detto a margine dell’evento Hospitality Forum 2023 in corso a Milano. Quello italiano, e’ un patrimonio “che necessita di tanti interventi per adeguarsi agli standard internazionali” ha spiegato Schiavo. “Molto dipendera’ da quello che e’ lo scenario dei tassi, ma siamo molto positivi”, ha concluso.

Nonostante i venti contrari, come l’emergere della variante Omicron a inizio anno, l’avvio dell’offensiva russa sull’Ucraina e il contesto economico difficile, il turismo internazionale ha mostrato una buona capacita’ di adattamento, come dimostra la forte ripresa degli arrivi: passando dal meno 59 per cento del primo trimestre del 2022 rispetto al medesimo periodo del 2019 al meno 28 per cento nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso, sempre in rapporto al medesimo periodo dell’anno pre-pandemico. In Europa il volume complessivo degli investimenti nel 2022 ha raggiunto i quindici miliardi di euro, con una concentrazione maggiore nella prima meta’ dell’anno, in diminuzione di circa il dieci per cento sul 2021. L’aspettativa generalizzata di un calo dei prezzi, anche per il patrimonio immobiliare di buona qualita’, e’ stata al momento disattesa, grazie non solo all’aumento delle prestazioni degli indicatori ma per la pressione esercitata dall’inflazione sui canoni. Da un lato e’ evidente il crescente interesse per alberghi meno esposti all’incremento dei costi, per variazione del prezzo dei beni e generiche pressioni inflazionistiche, necessita’ di manodopera meno specializzata inferiore e ridotte spese operative. Dall’altro permane l’attenzione per le localita’ turistiche classiche e storiche, sostenute nel 2022 dalla forte ripresa della domanda per il tempo libero e da spazio limitato per l’entrata di nuovi attori da parte dell’offerta. Le transazioni relative a strutture ricettive europee hanno interessato alberghi di tutti i segmenti di offerta, con una quota maggioritaria relativa alla classe dei quattro stelle. Le operazioni rilevate negli ultimi diciotto mesi hanno interessato 430 strutture, ripartite in circa 255 transazioni, per un totale di poco piu’ di 65.625 camere. In Italia il mercato immobiliare alberghiero nel corso del 2022, insieme alle asset class del settore retail, ha mostrato un calo del sette per cento del volume di investimenti rispetto all’anno precedente attestandosi a quota 1,7 miliardi di euro, nonostante un incremento del fatturato complessivo rispetto al 2021.

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