Grande successo a Palazzo Reale per “Man Ray. Forme di luce”

Nel periodo di apertura ha superato i 50.000 visitatori registrando un successo di pubblico e critica

Milano. “Figura Forma” una mostra dedicata a Rachele Bianchi nel centenario della nascita

Sculture, bassorilievi, dipinti per un totale di 1600 opere, lasciate dalla scultrice e pittrice autodidatta Rachele Bianchi, la cui poetica è imperniata sulla figura...

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Si è da poco conclusa a Palazzo Reale la mostra Man Ray. Forme di luce, la grande retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, che nel periodo di apertura ha superato i 50.000 visitatori registrando un successo di pubblico e critica.

Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale, l’esposizione, curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, ha offerto un’ampia e articolata rilettura dell’opera di Man Ray (Philadelphia, 1890 – Parigi, 1976), restituendo la complessità e l’attualità di una figura centrale delle avanguardie del XX secolo. Pittore, fotografo, regista e instancabile sperimentatore, Man Ray ha attraversato e ridefinito i linguaggi dell’arte moderna, lasciando un’eredità ancora oggi profondamente influente sulla cultura visiva contemporanea.

Attraverso circa trecento opere – tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti, multipli e documenti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private – il percorso espositivo ha accompagnato il pubblico lungo l’intera parabola creativa dell’artista, mettendo in luce i temi e i motivi ricorrenti della sua ricerca: il gioco con l’identità negli autoritratti; i ritratti degli amici e degli ambienti intellettuali europei e americani; la figura femminile e le muse e artiste che hanno segnato la sua vita e la sua opera; il nudo come forma astratta e poetica; le rayografie e le solarizzazioni, emblema della sua incessante sperimentazione tecnica; la fotografia di moda, in cui eleganza e avanguardia si fondono; i ready-made e i multipli di matrice dadaista; il cinema, spazio di assoluta libertà espressiva.

Particolarmente apprezzati dal pubblico e dalla critica sono stati gli approfondimenti dedicati agli anni parigini e al dialogo con il surrealismo, così come la sezione cinematografica, che ha presentato i film Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926), L’Étoile de mer (1928) e Les Mystères du Château de Dé (1929), testimoni della radicalità e della modernità del linguaggio visivo di Man Ray.

Il suggestivo allestimento progettato da Umberto Zanetti (Studio ZDA – Zanetti Design Architettura) ha contribuito in modo significativo all’esperienza di visita, creando un ambiente immersivo capace di valorizzare la varietà dei materiali e dei linguaggi esposti e di accompagnare il pubblico in un percorso coerente e coinvolgente.

«La straordinaria risposta del pubblico e l’attenzione riservata dalla critica confermano la validità del progetto culturale che abbiamo realizzato. Questa mostra è stata per noi soprattutto un’importante occasione di dialogo con la città. Desidero ringraziare il pubblico, Palazzo Reale, il Comune di Milano e tutte le istituzioni, i curatori, i partner e le professionalità che, con competenza e passione, hanno contribuito in modo determinante al successo dell’iniziativa», dichiara Michele Pizzi, Direttore generale di Silvana Editoriale.

Il grande afflusso di visitatori conferma l’interesse vivo e trasversale per l’opera di Man Ray e per una ricerca artistica che continua a interrogare il rapporto tra arte, luce, corpo e immaginazione.

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