Due autovelox abbattuti nel giro di poche ore, a poche centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro. È quanto accaduto negli ultimi giorni sulla strada provinciale 30, tra Rosate e Gudo Visconti, nell’hinterland sud-ovest di Milano. A riportare la notizia è MilanoToday, che parla di un possibile emulo del cosiddetto “Fleximan”, l’uomo diventato noto per aver manomesso e fatto crollare numerosi dispositivi di rilevazione della velocità in diverse zone d’Italia.
L’episodio si è verificato nella notte tra martedì e mercoledì 14 gennaio. I due apparecchi, entrambi di competenza della Città Metropolitana, controllavano la provinciale in entrambe le direzioni di marcia. Il tratto interessato attraversa la campagna ed è caratterizzato da una corsia per senso di marcia, con limite di velocità fissato a 90 chilometri orari.
Secondo quanto riferito da MilanoToday, su entrambi gli autovelox erano installate non solo le telecamere per il rilevamento delle infrazioni, ma anche videocamere di sorveglianza, che potrebbero aver ripreso l’autore o gli autori del gesto. Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti per chiarire la dinamica e individuare i responsabili.
La notizia ha rapidamente acceso il dibattito sui social, in particolare nel gruppo Facebook “Sei di Rosate se…”, dove si contano decine e decine di commenti. Tra chi condanna senza esitazioni l’atto vandalico e chi invece esprime critiche sulla collocazione e sull’utilità dei dispositivi, il tema della sicurezza stradale e dei controlli torna a dividere l’opinione pubblica locale.
Dal punto di vista legale, il responsabile rischia sanzioni sia amministrative che penali. Il danneggiamento degli autovelox configura infatti la violazione dell’articolo 15 del Codice della Strada, oltre ai reati di danneggiamento e interruzione di pubblico servizio, che possono comportare pene fino a diversi anni di reclusione.

















