Si è aperto ieri il processo davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio (VARESE) presieduta da Giuseppe Fazio per il
femminicidio di Teresa Stabile, 55 anni, uccisa a coltellate lo
scorso 16 aprile dal marito Vincenzo Gerardi, 57 anni, nel
cortile del condominio di via San Giovanni Bosco a Samarate
(VARESE) dove entrambi vivevano, seppur in due diverse
abitazioni. Teresa Stabile aveva infatti deciso di separarsi dal
marito.
L’accusa contesta all’uomo – che ha confessato – anche la
premeditazione e la stalking, L’arresto è avvenuto in flagranza
e l’aggressione si è consumata sotto gli occhi di un testimone,
perché sarebbe stato incapace di lasciarla libera dopo anni di
assoluto controllo, anche sul fronte economico dopo che la
55enne ha perso il lavoro.
L’avvocato Vito Di Graziano, difensore dell’imputato, ha chiesto la riunificazione del
fascicolo aperto sempre a carico di Gerardi per violenza privata
con il procedimento in corso. Richiesta rigettata dalla Corte.
Cinque le parti civili che si sono costituite oggi. i figli
della coppia, assistiti dall’avvocato Cesare Cicorella, e i
genitori e la sorella di Stabile, assistiti dall’avvocato
Manuela Scalia.
Il difensore di Gerardi ha già affidato a un consulente di parte una perizia psichiatrica sul 57enne per stabilire se l’uomo fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto.


















