Concessioni cimiteriali, quanti soldi spesi. E, magari, anche per niente. Il problema sollevato da alcune persone a Boffalora sopra Ticino la dice tutta. I cimiteri non bastano più e si pensa ad allargarli, come sta accadendo proprio a Boffalora che lo scorso 29 marzo ha approvato la delibera di Giunta di ampliamento
del campo santo con relativo progetto definitivo ed esecutivo.
In passato gli allargamenti del campo santo vennero fatti nel 1982, nel 1997-ā98 e nel 2002. Si pensò di procedere alle estumulazioni delle vecchie tombe, cosa non fattibile perchĆ© le concessioni allāepoca erano perpetue. E cosƬ si ĆØ arrivato alla situazione attuale con i cimiteri senza più loculi disponibili. āNon essendoci posti vicini ā spiega Andrea Ranzini di Boffalora ā spesso si andava a creare un problema per i parenti dei defunti. Marito e moglie venivano messi in loculi distanti con relativo disagio per i figli. Un problema anche di natura affettiva
perchĆ© ĆØ naturale che i figli desiderino avere i genitori lāuno accanto allāaltroā. La parte più arida della
questione è, come sempre, quella di natura economica. Perché per quelle concessioni cimiteriali i parenti
spesero delle belle somme. Circa tremila euro a loculo e non cāera nemmeno molta scelta vista la scarsitĆ
di posti. āCon i lavori per il nuovo cimitero ā continua Ranzini ā alcuni stanno pensando di acquistare dei
loculi vicini nella nuova ala. Ma ĆØ stato spiegato loro che i soldi spesi per la prima concessione andranno
persi e ne dovranno sborsare altriā.
Insomma, i figli di una coppia separata al cimitero che intendono unirli nella nuova ala, rischiano di dover spendere una somma che supera di parecchio i diecimila euro.
āSecondo noi ĆØ unāingiustizia ā aggiunge Ranzini ā soldi letteralmente buttati che si sarebbero potuti
risparmiare per molte famiglieā. Si risolverebbe tutto con la cremazione, ma non tutti lāaccettano ed ĆØ nel
loro diritto. āPensiamo che, in situazioni del genere, i soldi della prima concessione andrebbero restituiti ā
conclude ā Resta poi il fatto che le concessioni hanno una durata ventennale. Troppo breve. Andrebbe
portata a 50 anniā.

