MILANO Il Comune di Milano è stato costretto ad interrompere le registrazioni dei figli nati da coppie omogenitoriali in Italia.
Questo, a quanto si apprende, in funzione di una circolare del ministero dell’Interno e una precisazione della Procura di Milano che ha costretto l’amministrazione ad interrompere, salvo nel caso di bimbi nati all’estero da due madri, la trascrizione dei figli di coppie omogenitoriali. Il sindaco Giuseppe Sala oggi ha anche incontrato le famiglie ‘arcobaleno’ e i loro rappresentanti e ha spiegato loro questa difficoltà. Sala ha però anche confermato che questa diventerà una sua battaglia politica con il governo.
“Su tutta la vicenda della trascrizione all’anagrafe di minori come figli di coppie omosessuali, solo oggi Sala ha detto una cosa giusta, ovvero che ne farà una sua battaglia politica. Non è condivisibile, ma almeno è legittimo. Per quanto riguarda il resto, ciò che emerge è che lui ha piegato il diritto alle sue battaglie ideologiche”. Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Matteo Forte, ha commentato in un nota la notizia secondo cui il Comune di Milano è stato costretto ad interrompere le registrazioni di minori figli di coppie omogenitoriali. “A onor del vero non è che si scopra oggi l’illegittimità di quell’atto rivendicato dal palco del Milano Pride. Il sottoscritto, infatti, già all’indomani di quelle dichiarazioni il 5 luglio scrisse una lettera al Prefetto, che mi rispose il primo febbraio scorso dichiarando di aver proprio interessato il Viminale della questione – ha aggiunto -. Che la mia iniziativa abbia contribuito all’esito di oggi, poco mi interessa. Mi interessa invece che abbia vinto il diritto perché senza di esso non c’è distinzione tra una convivenza civile ed una banda di ladroni”.
