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Case Aler a Magenta, l’emergenza continua tra via Manin e via Toti. Salvaggio: “Serve un cambio di mentalità”

Yta i tanti c'è anche il caso limite di una coppia di anziani che ha ricevuto un appartamento senza finestre.

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Il degrado e i disagi strutturali tornano a far sentire la loro voce nei complessi Aler situati tra via Manin e via Toti a Magenta. A distanza di una sola settimana dal grave allagamento notturno che ha richiesto l’intervento per oltre tre ore dei Vigili del Fuoco, saliti sul tetto nel cuore della notte per arginare l’emergenza, i riflettori si riaccendono su un quartiere stanco di vivere in condizioni precarie.

A farsi portavoce del malcontento è ancora una volta il consigliere comunale di minoranza Enzo Salvaggio, che da anni segue da vicino le problematiche dei residenti. Salvaggio ha voluto effettuare un nuovo sopralluogo per fare il punto della situazione, evidenziando come i rattoppi temporanei non bastino più: «Servono risposte che siano davvero risolutive».

Durante il tour panoramico tra i palazzoni, il consigliere ha toccato un nervo scoperto: la giustificazione, spesso sollevata dagli enti, secondo cui molti lavori di manutenzione straordinaria non verrebbero realizzati a causa dell’alto tasso di morosità registrato nel quartiere.

«Se è vero che esiste una percentuale di inquilini morosi, non può essere questa la mentalità con cui si affronta il tema – ha sbottato Salvaggio –. Facendo così si fa un torto enorme a chi in maniera onesta e da sempre paga il suo affitto e rispetta l’appartamento in cui vive. Chi entra oggi come nuovo assegnatario riceve una casa con porte e finestre nuove; chi invece abita qui da trent’anni e ha sempre pagato non ha forse diritto a ricevere la sostituzione dei serramenti o interventi straordinari?».
L’elenco dei disagi è lungo e spazia dai rami degli alberi non potati che ormai entrano fin dentro le abitazioni, ai locali cantine saturi di ingombri e rifiuti abbandonati. Emblematico è il problema dei volatili: Aler è intervenuta apponendo delle reti protettive al secondo piano di una palazzina per evitare l’intrusione dei piccioni in un appartamento vuoto, ma la barriera si è rivelata totalmente inefficace, trasformando il locale in un vero e proprio ricovero per volatili.

Al quadro generale già critico si aggiungono però situazioni limite che rasentano l’assurdo e che minano profondamente la dignità umana. È il caso, sollevato di recente, di una coppia di anziani assegnatari a cui è stato consegnato un appartamento Aler in condizioni inaccettabili: l’immobile è infatti totalmente privo delle finestre nella camera da letto e sul balcone. Una mancanza strutturale gravissima che espone i due anziani alle intemperie e all’insicurezza, evidenziando il cortocircuito burocratico e di controllo che precede la consegna delle chiavi.

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