Visite private “in nero”, peculato e falsa presenza in servizio. Sono queste le accuse che hanno portato al rinvio a giudizio, da parte del gup del tribunale di
Busto Arsizio (Varese), di un medico neurologo e un tecnico
sanitario in servizio nelle strutture dell’Asst Valle Olona.
Secondo quanto ricostruito dai finanzieri del Gruppo di Busto
Arsizio i due indagati avrebbero contattato i pazienti,
regolarmente prenotati tramite il Centro Unico Prenotazioni,
comunicando la presunta indisponibilità del medico neurologo
nella data e nell’orario stabiliti per la visita in regime di
libera professione intramoenia (procedura che consente ai medici
di effettuare visite ed esami all’interno delle strutture
pubbliche, versando una quota per coprire i costi pubblici).
Contemporaneamente i due avrebbero proposto agli stessi
pazienti di posticipare l’appuntamento e di eseguire la visita
in forma “privata”, negli ospedali della provincia o a
domicilio, con pagamento in contanti e senza rilascio di
fattura. il meccanismo attuato dai dipendenti infedeli avrebbe
consentito, nell’arco di oltre due anni, centinaia di visite.
Nel corso delle indagini è emerso inoltre che uno degli
indagati, in diverse occasioni, avrebbe attestato falsamente la
propria presenza in servizio pur non essendo effettivamente sul
luogo di lavoro consegnando il proprio badge al collega che
provvedeva a timbrare al suo posto.


















