HomeCronacaAlexander McQueen, scure su Novara: 38 licenziati con una Pec

Alexander McQueen, scure su Novara: 38 licenziati con una Pec

Un taglio netto, freddo, arrivato via posta certificata. La bufera si abbatte sui lavoratori di Alexander McQueen, il celebre marchio del lusso di proprietà del gruppo Kering. Il piano di riorganizzazione della forza lavoro in Italia è partito giovedì con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo: 54 esuberi totali, di cui la stragrande maggioranza concentrata proprio nel sito di Novara.

I numeri della crisi
Il polo novarese, il più grande del brand in Italia, è quello destinato a pagare il prezzo più alto. Dei 105 dipendenti attualmente impiegati in città, 38 sono stati dichiarati in esubero. In pratica, uno su tre dovrà lasciare il posto. Una proporzione drammatica che riflette il dato nazionale: 54 tagli su 181 dipendenti complessivi tra i siti di Scandicci (Firenze), Parabiago (Milano) e, appunto, Novara.

Lo sconcerto per la “Pec della discordia”
A far divampare la rabbia, oltre alla perdita del lavoro, sono state le modalità. La decisione di comunicare la fine del rapporto lavorativo tramite una semplice Pec è stata definita «sconcertante» dai sindacati e da diversi esponenti politici.

«Apprendo con sconcerto quanto sta accadendo: sarà anche legale, ma resta un metodo inaccettabile», ha commentato il consigliere regionale del Partito Democratico , Domenico Rossi. «Non si possono liquidare così donne e uomini che hanno contribuito alla storia dell’azienda. Dietro quei numeri ci sono famiglie, mutui e vite che meritano rispetto, non una mail». Rossi ha già annunciato un’interrogazione urgente a Palazzo Lascaris per chiedere alla Giunta Cirio un intervento immediato.

La politica si muove
Sulla stessa linea anche Alleanza Verdi e Sinistra, con la consigliera regionale Alice Ravinale e il segretario cittadino Amedeo Del Galdo, che hanno espresso pieno sostegno alla lotta dei lavoratori, pronti a sostenere proposte alternative ai licenziamenti.

Ma la battaglia si sposta anche a Palazzo Cabrino. Le opposizioni (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Insieme per Novara) hanno depositato una mozione urgente per impegnare sindaco e giunta ad attivare ogni canale possibile. L’obiettivo è duplice: aprire un confronto serrato con l’azienda e coinvolgere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per salvaguardare i livelli occupazionali.

«È fondamentale che le istituzioni dimostrino responsabilità», spiega Mario Iacopino, capogruppo M5S. «Vogliamo favorire il dialogo per individuare soluzioni utili a tutelare chi oggi rischia il futuro».

A cura di Ettore Colli Vignarelli Malpensa 24 GRUPPI ISENI EDITORI

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