BERNATE TICINO Il silenzio invernale nel bosco della Piarda è rotto soltanto dal rumore delle motoseghe. Quintali e quintali di tronchi accatastati lungo il sentiero che dalla strada alzaia del Naviglio Grande porta al fiume Ticino. Agricoltori impegnati nel taglio nelle aree di proprietà del Parco del Ticino. Sono coloro che hanno partecipato al bando per fare il lavoro e stanno facendo tabula rasa di un’area boschiva dalla bellezza unica. Obiettivo, quello della riqualificazione di tale area. Ma la cosa non convince molti bernatesi che sono infuriati per quello che sta succedendo sotto i loro occhi.

nella foto Mario Loculli mostra alcune piante tagliate
foto Roberto Garavaglia
“Stanno tagliando quintali di querce di grandi dimensioni – commenta Mario Loculli – tutte sane. Tutte piante che hanno vissuto tantissimi anni. Anzi, a dire il vero stanno tagliando tutte le piante sane. Quelle che erano da tagliare sono rimaste al loro posto. Secondo me e tanti altri tutto questo è assurdo. Il Parco del Ticino non penso possa fare tutto quello che vuole”. Querce, Ontani, tutti tagliati o in procinto di essere tagliati. “Piante che non davano fastidio a nessuno”, continua. Ci mostrano una casupola, sempre in un’area di proprietà del Parco. Eternit sparso, rottami, perfino la mezza carcassa di un veicolo.

nella foto Mario Loculli mostra alcune piante tagliate
foto Roberto Garavaglia
“Tutta roba che si trova in quel posto da decine e decine di anni – commenta duramente Loculli – e non è mai stata portata via. A differenza delle piante sane che vengono eliminate”. Una zona di pregio, a pochi passi dalla lanca. Dall’altra parte, rispetto al bosco della Piarda, si entra nel bosco della Mezzanella. Un’altra zona che gli anziani del posto ricordano con commozione perché tanti anni fa era meravigliosa. E lo è ancora oggi, anche se molto meno.

foto Roberto Garavaglia
Le stagioni primaverili ed estive vengono ricordate come un fiorire unico delle meraviglie della natura. La linea dell’alta velocità ha tagliato questa zona, ma la gente si è abituata. Anche alla Mezzanella stanno continuando a ritmo serrato i tagli di querce e Ontani. “Uno scempio che non merita commenti – concludono – Il Parco è di tutti. Nessuno deve permettersi di fare quello che vuole”. (Foto Roby Garavaglia)

