Atreju, una storia infinita- di Domenico Bonvegna

Ma perché è stato scelto questo nome? Che cosa significa? Ce lo spiega in questo interessante excursus storico politico il nostro Domenico Bonvegna

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Si è conclusa domenica tra i Giardini di Castel Sant’Angelo a Roma, la manifestazione culturale dei giovani di Destra di Fratelli d’Italia, “Gioventù Nazionale”, denominata “Atreju”.

La kermesse è nata nel 1998 come festa di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale: tra i fondatori c’è anche l’attuale presidente del consiglio e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Atreju da circoscritta manifestazione per giovani “sfigati” di Destra, è diventata a poco a poco una sostanziosa manifestazione politica di FdI e ora con Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, un significativo appuntamento culturale. Interessante lo slogan scelto quest’anno: “Bentornato orgoglio italiano”. Ma perché è stato scelto questo nome? Che cosa significa?

Il nome Atreju è preso dal protagonista di “La storia infinita”, libro di Michael Ende da cui è tratto il celebre film omonimo diretto da Wolfgang Petersen. Atreju combatte contro il Nulla che dilaga perché “la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni” e che annuncia: «Se tanto dobbiamo morire, preferisco morire lottando».

La scelta del personaggio che i giovani di destra hanno fatto, a suo tempo sono stati fortemente criticati da certa cultura di sinistra, a cominciare da Roberto Saviano. Leggo da il quotidiano Il Tempo (Dario Martino, Atreju, delirio di Roberto Saviano contro Giorgia Meloni: “E’ di sinistra”, 12.12.2021, Il Tempo) Lo scrittore napoletano ci fornisce una lezione sul mitico libro fantasy, ci spiega la grande mistificazione compiuta da quei burloni di Fratelli d’Italia, che non si devono permettere di «usurpare simboli che non gli appartengono».

Scopriamo, quindi, che Giorgia Meloni e i suoi compagni di partito usano impropriamente il nome dell’eroe del film per chiamare la loro storica festa in corso in questi giorni a Roma. Grazie a Saviano ora sappiamo che Atreju è di sinistra. Lo è sempre stato. Solo che i Fratelli d’Italia non lo avevano capito. Anche perché non può essere di destra uno che non ha i genitori. E che è stato allevato «da tutti».

Il prossimo passo sarà indagare sulle simpatie politiche dei personaggi del Signore degli Anelli, altro romanzo epico caro alla destra italiana. C’è da scommettere che, per Saviano, anche Frodo, personaggio frutto della fantasia di Tolkien, era di sinistra.
D’altronde, anche lui non aveva genitori, solo uno zio. E alla fine della storia lasciò la terra natia, la Contea, per imbarcarsi su una nave diretta verso l’ignoto. Non sappiamo se a salvarlo arrivò una Ong…

Intanto Il Fatto quotidiano (“Atreju di destra? Ende si rivolterebbe nella tomba. Era vicino a socialisti e verdi, la sua opera ha ben altri valori”, 16.12.23) ci dice che Roman Hocke, agente ed esecutore testamentario dello scrittore tedesco, si scaglia contro l’uso politico di “La Storia Infinita”. “Ma neppure la sinistra lo capì: lo accusò di portare i ragazzi in un mondo fantastico invece di cambiare il mondo reale” .

Il Fatto propone un articolo di Antonio Armano uscito su FQ MillenniuM di gennaio 2023, dedicato alle radici ideali di Giorgia Meloni.

Se i giovani di destra negli anni ’70 hanno pescato a piene mani nel grande mare della mitologia tolkeniana per creare i Campi Hobbit e sentirsi parte della ribellione giovanile, quelli della “generazione Meloni” sono andati a caccia di simboli in un altro territorio fantastico usando il nome di Atreju, per intitolare il loro festival culturale, non senza malintesi.

“È evidente che non tutti hanno letto La storia infinita di Michael Ende”. Per Hocke, l’acquisizione di un personaggio de La Storia Infinita, da parte della destra, «È una delle più grandi incomprensioni che ho conosciuto nella mia vita. Un malinteso enorme. Atreju è “figlio di tutti”.

Non ha una famiglia tradizionale […] Leggendo bene La storia infinita si vede che i valori contenuti sono tutt’altro rispetto a quelli della destra. Non è giusto che un partito, qualsiasi partito, si appropri di un’opera d’arte per questioni meramente sue». Antonio Armano nell’articolo de Il Fatto accenna a una possibile apertura azione giudiziaria per i diritti d’autore, che non è facile, intanto perché sono coinvolte tre legislazioni. Una cosa è certa per Armano, “l’autore non voleva essere coinvolto in politica: «Era molto vicino alle idee del Spd e ai Verdi, ma non si è mai fatto coinvolgere: “Sono un artista e scrivo per tutti”, ripeteva.

La cultura per lui era qualcosa che unisce e non divide come la politica. Se si vedesse associare alla destra, si rivolterebbe nella tomba. Non sopporterebbe l’uso di un suo personaggio per veicolare valori radicalmente diversi».

Comunque sia l’articolo de Il Fatto si immerge in una valutazione del libro fantasy, cercando di interpretare Ende e i suoi personaggi fantastici (draghi, elfi, sirene, locomotive volanti). Certamente il libro voleva veicolare valori moderni e non solo riferimenti a un mitico passato. Per concludere sembra che per Hocke, la sinistra ha sbagliato snobbando il genere letterario fantastico a cominciare da Tolkien e per finire ad Ende. La sinistra è stata miope sia in Germania che in Italia, mentre in America al contrario la mitologia tolkeniana è stata fatta propria dai figli dei fiori.

Tuttavia, le cose stanno come le ha raccontate Hocke. “Lo sbaglio della sinistra in Italia è stato quello di non avere preso sul serio la letteratura fantastica. La destra l’ha strumentalizzata, anche se non l’ha capita bene a mio giudizio”.

Comunque sia io il libro “La Storia Infinita”, non l’ho letto, ma ho visto il film, nel Natale del 1985, con i ragazzini della scuola e devo essere sincero mi ha colpito subito il suo straordinario valore pedagogico, molto utile nella formazione dei bambini, ma non solo. Ho avuto l’impressione che portava avanti valori e ideali che potevano affascinare i giovani, sia a destra, che a sinistra.

Pertanto bene ha fatto allora, negli anni ’90, la giovane Giorgia Meloni a trovare ne “La Storia Infinita”, uno stimolo in più per combattere la sua battaglia politica. In un post su Fb, la Meloni ha scritto: “compie 40 anni “La storia infinita”, un romanzo molto significativo che ha segnato la mia infanzia. La lotta e la vittoria di Atreju contro il Nulla, un nemico che cerca di logorare la fantasia della gioventù spogliandola di valori, rappresenta un simbolo carico di ispirazione ancora oggi. E con questo esempio porto da sempre avanti la mia passione politica! “.

A questo punto credo opportuno proporre la trama del romanzo di Michael Ende. Il libro è diventato un classico della letteratura per ragazzi, ma è molto apprezzato anche dagli adulti, pubblicato in Germania nel 1979, con una rilegatura e un tipo di stampa che ne accentuava il suo carattere di metaromanzo.
La storia infinita racconta la storia di Bastiano Baldassarre Bucci, un ragazzino che ha da poco perso la madre e il cui rapporto con il padre da quel momento non fa altro che deteriorarsi.

Anche insieme ai coetanei Bastiano non sembra trovare il suo posto: è infatti timido e goffo, e per questo viene costantemente emarginato. L’unico vero rifugio di Bastiano è la lettura; un giorno, fuggendo dai compagni che lo tormentano, Bastiano finisce proprio nella libreria antiquaria gestita da un tale Carlo Corrado Coriandoli, che è intento a leggere un tomo intitolato proprio La storia infinita. Approfittando di un momento di distrazione del signor Coriandoli, Bastiano, che ha sempre desiderato leggere una storia senza fine, gli ruba il libro e torna a casa a immergersi nella lettura.

Bastiano così scopre il mondo di Fantàsia, un regno governato dalla malata Infanta Imperatrice, che rischia di scomparire a causa del suo malessere. Sembra che sia proprio la sua malattia ad aver dato modo all’entità chiamata Nulla di allargarsi sempre di più, inghiottendo progressivamente parti del suo regno. L’Infanta Imperatrice decide quindi di affidare al giovane e coraggioso Atreiu il compito di salvare il regno, e affinché riesca nell’impresa gli dona il suo magico talismano Auryn.

Nel suo viaggio nel regno di Fantàsia Atreiu scopre che da solo non potrà salvare la sua terra, ma che il suo compito è quello di trovare un umano da portare a Fantàsia che dia un nuovo nome alla regina (l’atto del nominare è infatti legato all’esistenza di cose e persone); solo in quel momento il Regno di Fantàsia sarà salvo. Progredendo nella lettura Bastiano si rende conto di essere sempre più coinvolto dalla storia, tanto da essere in grado di influenzarne l’andamento: è Bastiano quindi l’umano che Atreiu sta cercando.

Bastiano però tergiversa, perché non si sente per nulla degno di questo compito. Ed è qui che si svela il perché il libro si chiama La storia infinita: quando in mancanza dell’intervento umano l’Infanta Imperatrice decide di recarsi dal Vecchio della Montagna Vagante, affinché lui le offra consiglio, egli inizia a raccontargli una storia dal titolo La storia infinita, e ogni volta giunto alla necessità dell’intervento di Bastiano la trama riparte dall’inizio.

Convintosi così a entrare definitivamente nella storia, Bastiano nomina l’Infanta Imperatrice Fiordiluna, salvando così il regno di Fantàsia. A questo punto lei decide di donagli il potente talismano Auryn, che in precedenza aveva lasciato ad Atreiu. Il talismano aiuta Bastiano a esaudire i propri desideri, permettendogli così di reinventarsi come un ragazzo coraggioso e intraprendente, che viaggia in lungo e in largo per il regno divenendo protagonista di nuove avventure.

Ma ogni desiderio esaudito è un ricordo del mondo reale che scompare dalla sua memoria: Bastiano, sempre più avido di potere, si rende presto conto di non sapere più come uscire dalla storia. Nei suoi tentativi di tornare al mondo reale Bastiano scopre inoltre di non essere il primo salvatore di Fantàsia: giunge infatti alla Città degli Imperatori, dove trova tutti i salvatori del passato che sono impazziti dopo aver perso la memoria.

In un momento di disperazione Bastiano decide così di liberarsi dell’Auryn, che in questo momento lo risucchia al suo interno. Qui Bastiano ritrova Atreiu, che ricordandogli il suo nome, gli permette di bere le Acque della Vita, lo strumento necessario per recuperare la memoria e tornare finalmente al mondo reale.

Bastiano racconta così le avventure vissute a suo padre, riuscendo a riallacciare il rapporto con lui come da tempo desiderava. La storia infinita finisce poi con un’importante rivelazione: a Bastiano, recatosi alla libreria antiquaria per restituire il libro e scusarsi per il furto, il signor Coriandoli racconta di essere stato anche lui in passato immerso ne La storia infinita, e di essere stato quindi anche lui uno dei tanti salvatori di Fantàsia.

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