La nuova fase della vita di Alberto Stasi, da sabato affidato in prova ai servizi sociali e non più obbligato a rientrare ogni sera nel carcere di Bollate, si accompagna a un obiettivo che resta immutato: ottenere la revisione della condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi e dimostrare la propria innocenza.
Proprio durante l’udienza del 12 giugno davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano, che pochi giorni dopo ha accolto la richiesta di affidamento in prova, Stasi ha fatto riferimento- ne ha parlato ieri l’agenzia Ansa- al lavoro in corso con i suoi legali per predisporre l’istanza di revisione del processo. “Stiamo preparando la revisione”, avrebbe spiegato ai magistrati, confermando di seguire personalmente gli sviluppi della nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.
Si tratta di un percorso del tutto separato rispetto a quello relativo all’esecuzione della pena. La decisione dei giudici della Sorveglianza riguarda infatti esclusivamente il comportamento tenuto dal detenuto durante gli anni trascorsi in carcere e il suo percorso di reinserimento sociale, mentre l’eventuale revisione dovrĆ essere valutata dalla Corte d’Appello di Brescia sulla base di nuovi elementi ritenuti rilevanti.
Secondo quanto emerge dagli atti, Stasi avrebbe affrontato l’udienza concentrandosi principalmente sulla propria esperienza detentiva, sull’attivitĆ lavorativa svolta negli ultimi anni e sul percorso seguito all’interno dell’istituto di pena. Nessun riferimento diretto alla propria innocenza o alla nuova inchiesta, se non il breve cenno alla preparazione della richiesta di revisione.
Nel provvedimento con cui ĆØ stato concesso l’affidamento in prova, i giudici sottolineano inoltre come il quarantaduenne abbia dimostrato “equilibrio” e “resilienza” nel gestire la forte esposizione mediatica seguita alla riapertura del caso. Le relazioni degli operatori del carcere di Bollate evidenziano infatti una condotta considerata positiva e costante nel tempo, oltre alla regolare attivitĆ lavorativa svolta all’esterno.
Tra le prescrizioni previste dalla misura alternativa resta quella di proseguire il percorso lavorativo e di contribuire, attraverso i propri redditi, al risarcimento disposto nei confronti della famiglia Poggi. Sono inoltre previsti controlli periodici da parte delle forze dell’ordine nelle ore notturne presso l’abitazione dove Stasi risiede.
Parallelamente proseguono gli approfondimenti sulla nuova inchiesta della Procura di Pavia, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio. Sul fronte della revisione si muove anche la Procura Generale, chiamata a valutare il materiale raccolto dagli inquirenti. Tuttavia, secondo quanto filtra dagli ambienti giudiziari, l’analisi dei nuovi atti richiederĆ ancora tempo e difficilmente eventuali decisioni potranno arrivare nell’immediato. Il lavoro di studio della documentazione, viene spiegato, sarĆ ancora lungo e richiederĆ almeno diverse settimane.












