Tutto esaurito al Teatro Faraggiana di Novara venerdì 20 marzo per l’adattamento teatrale de La luna e i falò portato in scena dall’attore Andrea Bosca. Il capolavoro di Cesare Pavese, nonché sua opera testamento, ha preso vita in un evento patrocinato dalla Regione Piemonte e promosso da Banca d’Alba e Fondazione Cesare Pavese come ringraziamento alla città di Novara per l’accoglienza ricevuta in occasione dell’apertura della nuova filiale dell’istituto di credito albese, in piazza Martiri della Libertà.
“Questa serata nasce da un sentimento molto semplice: dire grazie alla città di Novara. Fin dai primi giorni abbiamo percepito un’accoglienza calorosa e attenta, e abbiamo voluto restituire questo affetto con un momento di cultura aperto a tutta la comunità.
Banca d’Alba è una realtà profondamente legata ai territori e alle persone, e crediamo che sostenere la cultura sia parte integrante del nostro modo di essere banca. Il racconto di Anguilla, protagonista de La luna e i falò, ci ricorda quanto ogni viaggio sia anche una ricerca di identità e radici. Anche per noi arrivare a Novara è stato l’inizio di un nuovo percorso, che desideriamo costruire nel tempo insieme alla comunità. Un ringraziamento speciale anche a tutti coloro che hanno collaborato per portare in scena questo spettacolo di grande profondità”, afferma Francesco Bertolusso, Direttore della filiale di Banca d’Alba a Novara.
“L’Anguilla di Andrea Bosca è un uomo in cerca di se stesso. Accompagnato dal suo diavolo interiore – la ricerca spasmodica di un’identità chiara e forte come un tralcio di vite che lega il proprio destino alla terra in cui è piantato – Anguilla/Andrea trova un filare di senso nel rapporto con Nuto, nel dialogo con le colline, abbandonate e poi ritrovate, nel viaggio, oltre il mare, verso l’America. Andrea, langhetto come Anguilla, riesce a restituirci La luna e i falò di Pavese con genuina coerenza al testo e una toccante traduzione teatrale. Un ringraziamento a Banca d’Alba per il sostegno allo spettacolo e per aver condiviso la forza e i valori del testo di Pavese. Un grazie anche all’assessore regionale Marina Chiarelli e alla Regione Piemonte per il sostegno alla Fondazione Cesare Pavese e il patrocinio alla serata”, racconta Pierluigi Vaccaneo, Direttore della Fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo (Cn).
“Portare in scena La luna e i falò significa restituire voce a una delle opere più profonde della nostra identità culturale. Cesare Pavese racconta il legame con le radici, il ritorno ai luoghi dell’anima e la ricerca di sé: temi universali che continuano a parlare al presente, soprattutto alle nuove generazioni. Iniziative come questa dimostrano quanto la Regione Piemonte sappia valorizzare il proprio patrimonio letterario trasformandolo in esperienza viva, capace di emozionare e far riflettere. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questa serata, contribuendo a rafforzare il dialogo tra cultura, territorio e comunità”, afferma Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte.
La luna e i falò, pubblicato nel 1950, racconta di un viaggio alle origini, alla ricerca delle radici, in cui la realtà si fonde con la memoria e una parlata viva e vera si innesta, come fosse una vite nuova, nei tagli freschi della poesia.
Andrea Bosca ha dato corpo a tre ruoli diversi, permettendo al protagonista Anguilla di dialogare direttamente con il pubblico, in un viaggio nel “qui e ora” del teatro, dove i simboli ancestrali del rito e del mito interrogano il nostro presente.


















