C’è stata una Cerano dove ci conoscevamo tutti e in qualche modo eravamo tutti parenti. Dove conoscevi la storia di tutte le famiglie, dove bastava una parola buona sul marciapiede per sentirsi a casa.
Angela Bozzini era una di quelle persone lì. Una ceranese di vecchio stampo, nel senso più bello e nobile della parola.
Scriveva Oriana Fallaci: “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai.” Angela quel coraggio lo aveva tutto. Una vita libera, fatta per gli altri.
Sensibile, discreta, con quel filo di voce gentile che non alzava mai il tono, ma che diceva cose sicure. Una figura esile, leggera, che passava quasi in punta di piedi, ma che lasciava il segno.
Chi passava da via Vigevano lo sa. Fermarsi da Angela non era un caso, era un appuntamento. C’era sempre per una parola buona, per una chiacchierata, per un incontro. Con quella generosità naturale di chi dà senza contare.
Diceva Virginia Woolf che una donna libera deve avere “una stanza tutta per sé”. La stanza di Angela erano le sue finestre fiorite, la sua casa piena di storie, la televisione accesa dove partecipava ai quiz – e li vinceva pure – con quell’orgoglio divertito di chi si mette ancora in gioco.
Angela era un libro vivente. Aveva tutti i suoi ricordi, tutte le sue storie. Storie di paese, storie di famiglie, storie che non trovi negli archivi ma solo nella memoria di chi ha amato davvero questo posto. E lei le regalava. Senza mai mettersi al centro, con quella discrezione che era la sua eleganza più grande.
Come scriveva Alda Merini: “Le donne forti sono come aquile: volano alte, in silenzio.”
Se dovessimo tenere tre cose di lei, che non andranno mai via da Cerano, sarebbero queste:
Il suo grande amore per i suoi gatti.
L’orgoglio per le sue piante.
E soprattutto, il suo ottimismo. La sua fiducia. Il suo spirito.
Dicevano gli antichi, e lo ricordava Cicerone:
“La vita dei morti è nel ricordo dei vivi.”
Sulla lapide leggeremo il suo nome. Nel nostro cuore custodiremo per sempre il suo ricordo.
Grazie, Angela.













