Sabato 17 ottobre Milano viene messa a ferro e fuoco (e domani c’è il forte rischio che si replichi). Corteo “Italia in piazza”, vetrine sfondate, scontri con le forze dell’ordine. Mentre tutti i profeti della rivoluzione da passerella si affrettano a comprendere, a giustificare, a strizzare l’occhio ai ragazzini con la spranga, uno solo va contromano.
Fedez. Proprio lui.
Pubblica un messaggio lungo così: condanna la violenza e, cosa gravissima, invita i ragazzi a non credere agli artisti ricchi che vi incitano a rompere l’ingranaggio e poi tornano in prima fila da Louis Vuitton. Nomina Marracash in testa. Dice: “Bravi ragazzi rompete tutto, ma alla fine il vostro rapper preferito tornerà alle sfilate”.
Apriti cielo. Ha tradito.
Ed ecco il miracolo. Passano 24, 48 ore e, guarda un po’, su tutti i giornaloni importanti, con lo stesso tempismo di un orologio svizzero, appare la stessa notizia: Fedez denunciato per pestaggio.
I dati, perché a noi non piacciono le veline, ci piacciono i fatti:
Quattro ventenni di Padova, 19-21 anni, hanno depositato lunedì una denuncia di 12 pagine alla Procura di Milano contro Federico Lucia e quattro suoi bodyguard per lesioni e minacce. Il fatto contestato risale all’alba di venerdì 16 ottobre, fuori dal The Club in Corso Garibaldi. Secondo loro, colpevoli di aver chiesto un selfie, sarebbero stati presi a pugni. Ci sarebbero video allegati. La difesa del rapper respinge tutto.
16 ottobre il selfie. 17 ottobre Fedez critica gli scontri. 20-22 ottobre diventa il mostro di Milano sui giornali.
Sarà un caso, certo. Come è un caso che appena uno esce dal recinto della parte del giusto, scatti subito la macchina del fango.
Il copione lo conosciamo a memoria ormai. Non serve smentirlo nel merito. Serve metterlo a nudo. Sporcarlo. Farlo passare da cattivo. Così impari. Così capiscono tutti gli altri cosa succede se ti permetti di dubitare.
Perché bisogna difendere i buoni dai “cattivi” di destra. E da chi non capisce le ragioni del cuore che batte. Chi non capisce va punito. Con una gogna perfetta, servita in prima pagina.
Fedez ha sbagliato una cosa sola: ha detto che spaccare Milano non è rivoluzione. E per questo, casualmente, è diventato un picchiatore.
Noi stiamo con lui.













