Un traguardo importante, celebrato guardando al passato ma con lo sguardo ben piantato sul futuro e sulle sfide del territorio. L’Azienda Speciale Consortile Servizi alla Persona ha festeggiato i suoi primi vent’anni di attività, un percorso che ha visto la sinergia tra i dodici comuni del distretto crescere esponenzialmente per rispondere ai bisogni dei cittadini, dagli anziani ai minori.
Le celebrazioni si sono snodate nel corso di una intensa giornata divisa in due momenti chiave della città: l’apertura istituzionale e gli interventi degli esperti al Teatro Lirico, seguiti nel pomeriggio dal workshop di approfondimento ospitato nei locali del Centro Paolo VI.
A fare il punto sui traguardi raggiunti, sulla crescita del welfare locale e sulle prospettive future è il dottor Luca Massari, direttore dell’azienda speciale.
“Vent’anni fa i comuni del distretto, dodici in totale, scelsero di unirsi in un consorzio per gestire in modo coordinato i servizi alla persona”, racconta il direttore Massari. Una intuizione amministrativa e sociale che ha cambiato radicalmente il volto dell’assistenza comprensoriale: “In due decenni siamo passati da 300.000 euro a ben 15 milioni di fatturato”.
Una crescita economica che riflette soprattutto un cambiamento culturale: “I comuni hanno capito l’importanza di fare rete, costruendo un sistema capace di accogliere e prendersi cura di tutti i cittadini che si trovano in situazione di bisogno”.
Il tema dell’invecchiamento della popolazione e della qualità della vita in età avanzata è uno dei temi. Magenta ospita una realtà d’eccellenza come la RSA Don Cuni, ma la sfida centrale oggi è intercettare le fragilità in anticipo, gestendo al meglio patologie complesse come le demenze senili e l’Alzheimer.
“Riconoscere tempestivamente queste patologie è fondamentale – spiega Massari – perché aiuta i pazienti a comprendere cosa sta accadendo e rassicura le famiglie, facendo capire loro che non sono sole”. Spesso si pensa subito all’inserimento in una struttura residenziale, ma l’azienda offre un’articolata rete di interventi domiciliari che precedono la RSA: “Dal SAD alle cure domiciliari, fino all’RSA aperta. Molte famiglie scoprono che, con il giusto supporto, è ancora possibile e preferibile mantenere l’anziano presso la propria abitazione”.
Accanto agli anziani, un altro pilastro fondamentale dell’attività consortile è il servizio di tutela minori, attivo dal 2010 per conto dei comuni soci. Un ambito delicato, che interviene nei casi di fragilità familiare segnalati dall’autorità giudiziaria.
“Quando le famiglie riescono a comprendere le proprie fatiche, spesso si affidano e fanno grandi passi avanti – sottolinea il direttore – Tuttavia, vi sono situazioni in cui il nucleo d’origine non riesce a farsi carico dei propri bambini. Per questo motivo stiamo promuovendo una campagna mirata alla ricerca di famiglie affidatarie, disposte ad affiancare temporaneamente queste famiglie accogliendo i minori a tempo pieno o part-time”.
La giornata al Teatro Lirico ha visto la partecipazione massiccia dei sindaci del territorio, degli operatori e del tessuto di volontariato locale, dalle realtà dall’AVO all’Unione Samaritana, che da sempre affiancano i servizi.
Momento di profonda emozione collettiva è stato l’intitolazione ufficiale del servizio di cure domiciliari al dottor Marco Noli, direttore generale e fondatore dell’azienda, scomparso lo scorso anno e ricordato come la mente pionieristica che ha impresso la spinta iniziale a questa grande esperienza di welfare territoriale.
Una storia di comunità che guarda avanti con ambizione: come ribadito in chiusura, l’obiettivo per i prossimi vent’anni (e oltre) resta lo stesso: innovare i percorsi di cura per garantire il benessere e la centralità della persona













