Giunta alla sua ottava edizione, la manifestazione ha conquistato un posto di rilievo nel panorama culturale svizzero, grazie ai nomi proposti di anno in anno, forte anche della sua qualificazione quale rassegna internazionale, come di risonanza mondiale saranno gli ospiti presenti.
Prima di tutto, se desiderate ancora acquistare dei biglietti, potete collegarvi al sito di Biglietteria.ch , dove troverete tutte le informazioni sugli appuntamenti, come orari e siti degli svolgimenti in quel di Lugano.
Le conferenze per questo 2026 saranno in tutto otto e si realizzeranno attorno al tema del “Potere”.
Ad inaugurare la rassegna, il nome che forse più di tutti si fa colonna portante di questa scelta, sarà niente meno che il Presidente della Confederazione, Guy Parmelin.
Per chi ci legge dall’Italia, è importante spiegare che in Svizzera ogni presidente resta in carica per 12 mesi.
Parmelin lo è per la seconda volta (la prima è stata nel 2021), e la sua professione originaria è quella di viticoltore.
Proveniente dall’Unione Democratica di Centro, a Endorfine parlerà di argomenti molto attuali: prima di tutto della tragedia di Crans-Montana e delle polemiche che sono sorte intorno all’accaduto; non sarebbe poi possibile non dibattere dei dazi imposti da Donald Trump e dei tentativi di trattativa che la Svizzera ha intrapreso con gli Stati Uniti a questo proposito.
Ad intervistare il Presidente sarà il giornalista Sacha Dalcol.
Sabato 12 settembre, in mattinata, sarà la volta del giornalista e saggista Federico Rampini, già ospite di Endorfine nel 2021, quando incentrò la propria conferenza sull’asse geo-politico mondiale. Anche in questa edizione si dilungherà su questi aspetti, estendendosi a considerazioni sul mandato trumpiano ancora in atto, fresco anche della pubblicazione del suo nuovo libro “Pane e cannoni”, edito da Mondadori e uscito ad aprile di quest’anno. In particolare modo, metterà anche lui l’accento sulla questione dei dazi, dimostrando come questi ultimi siano la nuova “arma” alla base di una guerra sotterranea.
Rampini può offrire una panoramica più completa della situazione, in quanto è naturalizzato statunitense e conosce molto bene la realtà Oltreoceano.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, sarà la volta del Premio Nobel per la Pace iraniano, Shirin Ebadi. Di professione avvocata, fu premiata nel 2003, per le sue idee pacifiste ed il suo impegno legale in favore dei diritti umani, soprattutto per donne, bambini e rifugiati. Dal 1975 al 79, ricoprì anche il ruolo di presidente di sezione per il Tribunale di Teheran.
La Rivoluzione islamica del 1979 costò anche a lei la retrocessione dal ruolo e per molti anni si dedico unicamente alla pubblicazione di articoli e libri di legge. Solo nel 1992 poté riprendere l’esercizio della sua professione e riaprire uno studio proprio.
Nel tardo pomeriggio sempre del 12 settembre, sarà il turno del giornalista e scrittore statunitense Patrick Winn.
Autore di “Narcotopia” pubblicato per Adelphi, nella quale si addentra in una realtà nascosta alle notizie ufficiali: quella dei trafficanti di una terra di nessuno, che sorge tra i confini di Cina, Myanmar e Thailandia, racconterà agli auditori di un mondo che pare quasi leggendario ma invece esiste, con un fosco carico umano, tenuto in vita da un gruppo etnico denominato Wa, della cui esistenza quasi tutta la popolazione mondiale è ancora all’oscuro.
Nella fascia della prima serata, sarà infine l’attore Eleazaro Rossi a carpire l’attenzione del pubblico accorso: autore di spettacoli di successo e volto noto della trasmissione televisiva Le Iene, farà tappa a Lugano con il suo tour 2026. I suoi spettacoli sono caratterizzati da cinismo e sarcasmo in una chiave di irresistibile umorismo, alla quale è difficile sottrarsi.
Domenica 13 settembre si apre in mattinata, con l’ospitata di un altro volto noto a livello italiano e non solo: la voce e la personalità inconfondibili di Mara Maionchi illumineranno ed intratterranno il popolo luganese e non.
Protagonista irriverente di decenni di mondo della musica e da tempo anche di trasmissioni centrali nel circuito televisivo peninsulare, racconterà la propria carriera, arricchendo il tutto di tanti aneddoti senza filtri.
Nel pomeriggio, tornerà ad essere protagonista di Endorfine, un nome importante per l’attualità mondiale: Omer Bartov.
Nato nel 1954, è attualmente uno dei più influenti storici e studiosi dell’Olocausto, ancora in vita.
Bartov è figlio di emigrati in Palestina così come di studiosi pari livello, ed è stato titolare di cattedre accademiche prestigiose a livello internazionale.
Uno dei suoi meriti più importanti è stato quello di aver dimostrato come l’azione militare tedesca durante l’epoca nazista, contrariamente all’opinione maggioritaria in voga, sia stata altamente politicizzata e fautrice di organizzati crimini di guerra contro l’Umanità e altresì, di come la Wermacht ne abbia costituito un polo centrale.
Saranno infine Roberto Saviano e Yulia Navalnaya a chiudere nel tardo pomeriggio del 13 settembre, questa edizione di Endorfine Festival.
Non poteva mancare un appuntamento che approfondisse, sempre per il tema del “Potere”, l’attuale conflitto russo-ucraino ed il ruolo del Presidente Putin in tutto questo.
La Navalnaya ci racconterà della Resistenza e della lotta attuate da Alexei Navalny.
Se Saviano molto probabilmente non necessita più di presentazioni (è stato a sua volta già ospite di Endorfine), è doveroso introdurre la Navalnaya in quanto personalità russa di rilievo, ampia conoscitrice della realtà politica del proprio Paese.
Gli incontri in lingua straniera beneficeranno della traduzione simultanea in italiano mediante cuffie, offerte dal festival.
Maggiori info al sito:
www.endorfine.ch
A cura di Monica Mazzei
Redattrice culturale per
TicinoNotizie.it












