La ripresa delle lezioni ha coinciso con la tradizionale conferenza stampa di apertura dell’anno scolastico, durante la quale il capo Dicastero formazione, sostegno e socialità, Lorenzo Quadri, e il Direttore generale dell’Istituto scolastico di Lugano, Fabio Valsangiacomo, hanno presentato le novità che accompagneranno i prossimi mesi, illustrando i progetti e le iniziative didattiche a favore delle allieve e degli allievi.
Presente anche la presidente dell’Associazione RiCircolo, Laura Bonoli-Frigerio, coinvolta in alcuni progetti formativi per gli insegnanti.
I numeri dell’Istituto scolastico
Nel nuovo anno scolastico l’Istituto accoglierà complessivamente 3’289 allievi, di cui 1’254 alla scuola dell’infanzia, con una media di 18,17 bambini per sezione, e 2’035 alla scuola elementare, con una media di 17,70 alunni per classe. Le sezioni della scuola dell’infanzia saranno 69, lo stesso numero dello scorso anno, mentre le classi della scuola elementare saranno 115, quattro in meno rispetto all’anno precedente.
Le dimensioni delle sedi variano notevolmente: la più piccola è quella di Brè, con 6 allievi di
scuola dell’infanzia, mentre la più grande è Molino Nuovo, con 230 allievi di scuola elementare. Quest’anno entreranno in servizio 15 nuovi insegnanti, tra docenti titolari di scuola dell’infanzia ed elementare, docenti d’appoggio, di educazione musicale, arti plastiche e di educazione fisica.
Particolare attenzione continuerà a essere riservata anche al tema dell’inclusione. In collaborazione con il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), saranno infatti aperte 3 nuove sezioni inclusive nelle sedi di scuola elementare di Pazzallo, Barbengo e Bozzoreda. Queste andranno ad aggiungersi a quelle istituite negli ultimi anni, attualmente 6 nella scuola dell’infanzia e 5 nella scuola elementare, confermando l’impegno delle autorità comunali e scolastiche di Lugano nei confronti di questo importante e
delicato ambito. A partire dall’anno scolastico 2026-2027, le sedi di scuola dell’infanzia e di scuola
elementare di Villa Luganese sono state chiuse; le allieve e gli allievi del quartiere saranno
quindi accolti nella sede di Davesco-Soragno. La decisione, adottata dal Municipio nella scorsa primavera, è conseguenza del progressivo calo del numero di allievi registrato negli ultimi anni, una tendenza confermata anche dalle proiezioni demografiche. La riduzione degli effettivi non consente più di garantire un contesto scolastico in grado di offrire adeguate opportunità di apprendimento, confronto e socializzazione tra pari, elementi fondamentali per uno sviluppo educativo equilibrato.
Di seguito, i progetti e le iniziative didattiche del nuovo anno scolastico.
Quando educare al digitale significa educare alla vita
Smartphone, social network, videogiochi e piattaforme online fanno ormai parte della quotidianità dei bambini. Per questo la scuola è chiamata a offrire non solo gli strumenti tecnologici, ma anche gli strumenti culturali e educativi per utilizzarli in modo responsabile.
Nasce da questa riflessione «CRESCERE SMART: connessi, ma consapevoli!», il nuovo
progetto promosso dall’Istituto scolastico in collaborazione con la Polizia comunale di Lugano.
Rivolto alle classi quinte della scuola elementare, per un totale di circa 450 bambine e bambini coinvolti, il percorso accompagna le allieve e gli allievi alla scoperta dei diritti e dei doveri della cittadinanza digitale, affrontando temi come l’identità online, l’uso dei social network, i videogiochi, il rispetto delle regole e la prevenzione dei comportamenti a rischio.
L’iniziativa rappresenta l’evoluzione del progetto dedicato alla prevenzione del cyberbullismo, previsto per le classi quarte e presentato lo scorso anno. Attraverso attività in classe, momenti di dialogo con gli agenti della Polizia comunale, giochi e situazioni concrete, i bambini saranno chiamati a riflettere, confrontarsi e sviluppare il proprio senso critico. Saranno pure stampati un gioco di società sul tema e delle carte conversazione, preparati da un gruppo di docenti dell’Istituto scolastico, in collaborazione
con la Polizia e la Direzione delle scuole.
«CRESCERE SMART» non è semplicemente un progetto dedicato al digitale, ma un vero percorso di educazione alla cittadinanza, perché essere davvero “smart” non significa essere sempre connessi, ma saper scegliere con responsabilità, rispettare gli altri e costruire relazioni sane, dentro e fuori dallo schermo.
Quando il racconto di un banco di scuola diventa un ponte tra generazioni
Può la memoria diventare una risorsa per la crescita delle nuove generazioni? Da questa idea nasce «I bambini incontrano gli anziani attraverso la scuola di un tempo», il progetto promosso dalla Direzione dell’Istituto scolastico di Lugano in collaborazione con il Consiglio anziani del Canton Ticino. Nell’anno scolastico 2026-2027, l’iniziativa favorirà l’incontro tra generazioni, mettendo in dialogo bambini e anziani attraverso ricordi, esperienze e testimonianze legate alla scuola del secolo scorso.
Rivolto alle classi IV e V della scuola elementare, il percorso propone un originale viaggio nella memoria attraverso filmati che raccolgono le testimonianze di ex docenti ultraottantenni, presentati lo scorso anno e realizzati in collaborazione con il Museo della Memoria dell’ATTE, e incontri con gli anziani dei centri del territorio, organizzati anche in collaborazione con il LIS – Lugano istituti sociali. Dalle classi numerose alla severità dei maestri, dalla scuola durante la Seconda guerra mondiale alla separazione tra maschi e
femmine, i racconti degli anziani offriranno ai bambini l’occasione di mettere a confronto
passato e presente, stimolando curiosità, spirito critico e capacità di leggere la storia
attraverso le fonti e le esperienze di vita.
Più di un progetto didattico, è un investimento sulla memoria come bene comune: un dialogo autentico tra generazioni che rafforza il legame con il territorio, custodisce un patrimonio di esperienze e aiuta i cittadini di domani a comprendere il valore della propria storia.
Quando un materiale di scarto diventa una scintilla di creatività. È possibile trasformare oggetti senza apparente valore in strumenti di scoperta, immaginazione e apprendimento. Da questa convinzione nasce «I linguaggi dei materiali destrutturati», il percorso di formazione continua rivolto alle docenti della Scuola
dell’infanzia dell’Istituto scolastico e articolato sull’arco di tre anni.
A giugno ha preso avvio la formazione, curata dall’Associazione RiCircolo, per le Zone Centro e Monte San Salvatore. Attraverso laboratori dedicati al suono come materia e alla costruzione con materiali destrutturati, le partecipanti sperimentano nuove modalità educative fondate sull’esplorazione, sulla creatività e sul riuso di materiali di scarto aziendali. Il percorso permette inoltre di acquisire strumenti concreti per valorizzare i linguaggi espressivi dei bambini.
RiCircolo è un progetto culturale ed educativo che promuove la sostenibilità ambientale e valorizza i linguaggi dell’espressione tramite laboratori realizzati con materiali di scarto provenienti dall’industria e dall’artigianato. L’associazione recupera materiali fallati, invenduti o scarti di produzione, per inserirli in un circolo virtuoso di creatività e cultura, ispirandosi all’approccio pedagogico dei centri “Remida” nati a Reggio Emilia. Grazie al sostegno della Città di Lugano, RiCircolo dispone oggi di un primo magazzino, situato all’interno di una sede scolastica cittadina, e guarda al futuro con l’obiettivo di creare un
centro dedicato al riuso creativo, con un emporio dei materiali ed attività educative aperte
alla comunità.
Quando ciò che qualcuno scarta diventa il punto di partenza per nuove idee
Un oggetto destinato all’Ecocentro può trasformarsi in uno strumento di apprendimento, creatività e scoperta. Da questa visione nasce la collaborazione tra l’Istituto scolastico, la Divisione spazi urbani della Città di Lugano e l’Associazione RiCircolo, un’iniziativa che consente alle docenti della Scuola dell’infanzia di recuperare materiali di scarto di qualità e di reimpiegarli nelle attività educative con i bambini.
Il progetto promuove concretamente i principi dell’economia circolare e della sostenibilità, offrendo una seconda vita a materiali ancora perfettamente utilizzabili e trasformandoli in risorse didattiche capaci di stimolare curiosità, immaginazione e sperimentazione. Un’opportunità che coniuga attenzione all’ambiente, valorizzazione delle risorse e contenimento dei costi.
L’iniziativa si inserisce in continuità con il percorso formativo «I linguaggi dei materiali
destrutturati», traducendone i principi in un’azione concreta: ciò che le docenti sperimentano nei laboratori potrà infatti trovare applicazione quotidiana nelle sezioni grazie ai materiali messi a disposizione dagli Ecocentri. Un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, servizi comunali e territorio, dove sostenibilità, educazione e creatività si intrecciano e si rafforzano reciprocamente.
Quando una città diventa un’aula a cielo aperto
Conoscere il luogo in cui si vive significa imparare a sentirlo proprio. Da questa idea nasce «I ragazzi scoprono Lugano», il nuovo progetto promosso dall’Istituto scolastico in collaborazione con i Servizi al cittadino dell’Amministrazione comunale, per le classi IV e V della scuola elementare. L’obiettivo è avvicinare bambine e bambini alla storia, alle istituzioni e al futuro della loro città.
Attraverso un percorso di quattro incontri, gli allievi esploreranno il proprio quartiere, dialogheranno con rappresentanti delle istituzioni, visiteranno Palazzo civico e incontreranno il Sindaco e/o un rappresentante del Consiglio Comunale. Avranno inoltre l’occasione di conoscere alcuni dei grandi progetti che stanno trasformando Lugano.
Un’esperienza che intreccia educazione civica, storia locale e scoperta del territorio, aiutando i giovani a comprendere come nasce e si sviluppa una città, come viene amministrata e come si costruisce, insieme, il suo futuro.
«I ragazzi scoprono Lugano» è un percorso di cittadinanza attiva che trasforma la città in un
laboratorio di apprendimento. Perché conoscere il proprio territorio significa imparare ad
amarlo, a rispettarlo e, un giorno, a contribuire alla sua crescita con consapevolezza e senso
di responsabilità.
Quando una mappa diventa uno strumento per conoscere il territorio
Sono state ultimate le nuove mappe dei percorsi casa–scuola, realizzate nell’ambito del Piano di mobilità scolastica della Città di Lugano. A partire dal nuovo anno scolastico saranno messe a disposizione degli allievi e delle loro famiglie. Oltre a indicare i tragitti a piedi tra casa e scuola, le cartine rappresentano un prezioso supporto didattico per le attività di Studio d’ambiente, disciplina prevista nel Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese, che aiuta a comprendere il mondo attraverso l’esplorazione delle relazioni tra natura, essere umano e società, sviluppando curiosità, senso di appartenenza e cittadinanza attiva. Le cartine aiutano così i bambini a orientarsi, osservare il territorio e conoscere meglio il proprio quartiere. Il progetto promuove inoltre una mobilità attiva e consapevole, contribuendo a migliorare la sicurezza nei pressi delle scuole e a rafforzare il legame con il contesto in cui si vive. Un’iniziativa che unisce educazione, sostenibilità e cittadinanza, trasformando il tragitto quotidiano verso la scuola in un’occasione di scoperta e di crescita.
Quando comprendere le differenze significa costruire una scuola migliore
Sarà dedicato al tema dell’inclusione e delle neuro divergenze il Collegio docenti generale dell’Istituto scolastico di Lugano, in programma mercoledì 16 settembre. Un’occasione di riflessione e formazione che riunirà quasi 300 insegnanti attorno a una delle sfide più significative della scuola di oggi: riconoscere e valorizzare i diversi modi di apprendere.
Dopo i saluti istituzionali, la Presidente di ADAT (Associazione DSA e ADHD Ticino), Emanuela Di Campli, approfondirà il tema delle neuro divergenze e il delicato ruolo delle diagnosi in ambito scolastico. Seguirà l’intervento del Caposezione della Pedagogia speciale, Mattia Mengoni, che presenterà i lavori del gruppo cantonale dedicato alle neuro divergenze e le relative direttive. Il Collegio si concluderà con la testimonianza di un adulto con dislessia, che racconterà il proprio percorso di vita e di apprendimento, offrendo
ai docenti uno sguardo autentico sul valore di una scuola capace di comprendere, accogliere e valorizzare ogni persona.












