Non si esce dagli anni 90 – Baywatch torna su RAI 2

Il cult dei bagnini in versione rimasterizzata ci riporta a quando bastava un costume rosso per sognare la California

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Dagli anni ’90 non si esce. Ce lo conferma Rai 2, che ha deciso di piazzare la versione rimasterizzata di Baywatch dal lunedì al venerdì alle 7:00 del mattino. Alle sette. O firmo o vado via o mi viene un coccolone.

Eppure, nonostante l’orario assassino, è impossibile non fermarsi. Perché Baywatch non era solo una serie. Era IL cult anni ’90.

All’inizio sembrava un flop. L’idea viene a Greg Bonann, bagnino vero dei Los Angeles County Lifeguards. Nel 1989 la NBC lo trasmette e lo cancella: troppo costoso. A salvarlo è lui, David Hasselhoff, che noi conoscevamo già come Michael Knight di Supercar, al volante di K.I.T.T., la mitica Pontiac Firebird Trans Am nera che parlava. Hasselhoff ci mette i soldi, fonda una casa di produzione e lo rilancia. Risultato: 11 stagioni, 242 episodi, 44 lingue, 142 paesi e nel 1996 l’ingresso nel Guinness dei Primati come serie più vista al mondo: 1,1 miliardi di spettatori a settimana.

Le dee in rosso e i ragazzi da copertina

Il resto è iconografia pura. Lei, Pamela Anderson, C.J. Parker. Non altissima, 1,70, ma proporzioni diventate leggenda, con quel costume intero rosso, sgambato, il più famoso del mondo. Una vera dea anni ’90, regina incontrastata. Accanto a lei Yasmine Bleeth, Carmen Electra, Erika Eleniak: costumi gialli e rossi, trucchi luminosi, la corsa al rallentatore che è stata l’appuntamento per la vista di un’intera generazione.

Ma era un telefilm democratico, perché c’erano anche loro: Mitch Buchannon e i suoi pettorali da bagnino, David Charvet, David Chokachi. Belli, abbronzati, scolpiti. Se noi guardavamo loro, le ragazze guardavano loro. Tutti volevamo andare in California, ma per le spiagge o per vedere dal vivo quelle bellezze?

Oggi quelle bellezze le trovi ad ogni ora su Instagram con filtri da far paura. Allora dovevi aspettare la sigla della scatola magica. Baywatch ha consumato le energie dei ragazzi anni ’90, ha regalato attimi di gioia e discussioni su chi fosse la più bella, e faceva sentire di mare anche chi come me a Cerano vedeva solo risaie.

Potrebbe tornare oggi in versione attuale, più attenta? Forse, ma oggi basta un telefono per sognare. Allora sognavi accendendo la TV.

Era bello quando innamorarsi era economico. Io a Pamela scrivevo lettere – avevo già questo vizio – e la produzione mi rispose pure con una cartolina, senza chiedere nulla. Altri tempi, altri amori tra diva e fan.

W gli anni ’90. Bentornata, fidanzata immaginaria.

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