Gruppo Iseni Editori

Remigrazione a Busto Arsizio: le idee si combattono con le idee, non con le intimidazioni

Quanto accaduto venerdì in Comunità Giovanile riapre il tema della libertà di pensiero e del diritto al confronto democratico, anche sui temi più controversi

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Secondo quanto riportato da La Prealpina, venerdì sera al termine del convegno dedicato al tema della remigrazione svoltosi presso la sede di Comunità Giovanile a Busto Arsizio si sono registrati momenti di forte tensione tra alcuni partecipanti all’iniziativa e un gruppo di militanti antifascisti presenti all’esterno della struttura.

Fortunatamente, grazie alla professionalità e alla presenza delle forze dell’ordine, la situazione è stata gestita senza che si arrivasse allo scontro fisico. Un risultato che merita di essere sottolineato e apprezzato.

Al di là delle posizioni politiche espresse durante il convegno, e indipendentemente dal giudizio che ciascuno può avere sul tema della remigrazione, resta una questione fondamentale per ogni società democratica: il diritto di discutere liberamente anche le idee più controverse.

La libertà di pensiero e di parola non può valere soltanto per le opinioni che condividiamo. Se così fosse, non sarebbe libertà ma semplice conformismo. In una democrazia matura, le tesi possono essere contestate, criticate, persino respinte con fermezza, ma non impedite attraverso pressioni, intimidazioni o tentativi di silenziare chi le sostiene.

Comunità Giovanile rappresenta da decenni una realtà politica e culturale radicata sul territorio, con una propria storia, una propria identità e una propria comunità di riferimento. Che si condividano o meno le iniziative che ospita, il principio deve rimanere lo stesso per tutti: chi organizza un dibattito legittimo ha il diritto di svolgerlo senza subire contestazioni volte a impedirne lo svolgimento.

La risposta a un’idea ritenuta sbagliata non è la censura, ma il confronto. La risposta a una proposta politica è un’altra proposta politica. La risposta a un convegno è un altro convegno. È questo il metodo che distingue una società aperta da una società intollerante.

Per questo motivo, quanto accaduto a Busto Arsizio dovrebbe indurre tutti a una riflessione. Non sulla condivisione o meno delle tesi emerse durante la serata, ma sulla necessità di difendere sempre il pluralismo delle opinioni e il diritto al dibattito pubblico.

Perché la democrazia non si misura dalla tutela delle idee maggioritarie, ma dalla capacità di garantire spazio anche alle opinioni scomode, lasciando che siano il confronto, gli argomenti e il giudizio dei cittadini a determinarne la forza o la debolezza.

■ Prima Pagina

Ultim'ora

Altre Storie

Pubblicità

Ultim'ora nazionali

Altre Storie

Pubblicità

contenuti dei partner