‘Io non ho mai sopportato e forse neanche accettato tutta questa esposizione mediatica di quello che purtroppo è successo a Chiara. Da quest’ultimo anno, da questa riapertura, la mia figura è stata molto più coinvolta ed è stata un po’ più chiacchierata. Era da diverso tempo che pensavo di parlare, anche per fare finire tutte le relazioni, allusioni e questo alone di mistero che c’è sulla mia figura’. Lo ha detto Marco Poggi nel corso di una lunga intervista concessa a ‘Quarto Grado”’, condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero su Retequattro.
Poggi è diventato da un anno e mezzo, per una parte dell’opinione pubblica, il bersaglio numero uno nel giallo della sorella. ‘Non è quello che pensavo ovviamente di dover affrontare diciotto anni dopo. Non so veramente come si sia arrivati a questo punto’, dice. L’accusa che lo ha ferito di più è ‘ovviamente essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara, essere accusato addirittura di essere un autore è la cosa che difficilmente mi andrà più via. Ho imparato a conviverci’.Quando ha letto “in fondo potrebbe essere tornato dalla montagna a uccidere sua sorella”, come ha impattato dentro questa ipotesi. ‘Non è stato facile. Sì, certo. I sentimenti che ho provato di più in quest’ultimo anno sono rabbia e stanchezza’, dice. C’è chi lo avrebbe voluto chiuso in una clinica psichiatrica.’È stato detto di tutto e di più, probabilmente il fatto di non aver mai rilasciato interviste può avere alimentato anche queste voci. C’è anche un minimo di colpa da parte mia’, replica.
In che senso “senso di colpa”? ‘Nel senso che se forse avessi fatto interviste prima, tutte queste voci e teorie non sarebbero nate’, dichiara. C’è qualcosa di vero sull’ultima versione emersa da alcuni audio che vorrebbero lui, Andrea Sempio e Stefania Cappa coinvolti in un giro di droga che Chiara avrebbe scoperto. ‘Sì, ho sentito anche questa cosa, ma si è detto di tutto in quest’anno, si è fatta qualsiasi ricostruzione’, dichiara Poggi. Se ha mai avuto problemi di droga.
‘No, non l’ho neanche mai provata, per cui siamo nella fantasia che più fantasia non può essere. Se nessuno mette un freno, se nessuno toglie alle persone l’illusione che una determinata pista o ricostruzione non esiste, ci sarà sempre qualcuno che si inventerà la qualunque’, aggiunge Poggi.Su cosa si aspettava che venisse tolta questa illusione. ‘Ho sempre pensato che chi indagava potesse benissimo smorzare alcune piste, non solo la mia, ma anche tutte le altre su cui si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara’, prosegue Poggi.Su cosa avrebbe ferito di più Chiara in questo anno e mezzo.
‘Direi anche in tutti questi 18 anni. Non credo che avrebbe mai voluto tutta questa esposizione mediatica, tutte queste insinuazioni sulla sua doppia vita o sulla sua vita privata. Sicuramente non le avrebbe volute’, dichiara. Chi lo accusa sicuramente lo sta guardando, se c’è qualcosa che vuole dire. ‘Arrivare a una fine un po’ di tutto. Adesso le indagini sono finite, penso che tutto il fango che abbiamo subito non ci scivolerà mai addosso. Però credo che ora si possa interrompere’, replica Poggi.














