Un nuovo parco fotovoltaico è in fase di realizzazione nella periferia sud-ovest di Vigevano. Come riportato da La Provincia Pavese, l’impianto sorgerà su un’area attualmente inutilizzata compresa tra la strada statale 494 e la linea ferroviaria Milano-Mortara, in prossimità di viale Agricoltura.
L’autorizzazione è stata ottenuta dalla società Renantis di Milano, mentre i lavori saranno eseguiti da Biotech Energia di Santo Stefano Belbo. Dall’11 maggio l’area interessata risulta già delimitata dalle recinzioni di cantiere necessarie per la realizzazione dell’impianto destinato alla produzione di energia elettrica da fonte solare.
L’investimento complessivo supera i due milioni di euro e, secondo le previsioni, il cantiere dovrebbe concludersi entro il 28 febbraio del prossimo anno. A regime l’impianto potrà sviluppare una potenza di picco pari a 2.312 kilowatt, con una produzione annua stimata tra 2.300 e 2.700 megawattora di energia elettrica, quantitativo sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 250 famiglie.
L’intervento interesserà una superficie di oltre 28 mila metri quadrati, pari a quasi tre ettari. Il terreno si trova di fronte a uno storico stabilimento cittadino, nel tratto compreso tra la rotatoria della circonvallazione esterna e l’incrocio tra viale Agricoltura e corso Torino.
Secondo quanto ricostruito da La Provincia Pavese, il progetto era stato presentato al Comune nel febbraio del 2024 attraverso una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), ottenuta nei mesi successivi senza la necessità di un passaggio in Consiglio comunale o in Giunta, come previsto dalla normativa per alcune tipologie di intervento.
Oltre all’impianto fotovoltaico saranno realizzate anche le opere di connessione alla rete elettrica nazionale gestita da E-Distribuzione. L’avvio dei lavori è arrivato a pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova legge regionale lombarda sul fotovoltaico, che punta a limitare il consumo di suolo agricolo privilegiando l’utilizzo di aree già compromesse o con destinazioni diverse da quella agricola.
L’area individuata per il progetto, storicamente conosciuta come “Cascinetta”, risulta oggi incolta e in stato di abbandono. Tuttavia, sia il Piano di Governo del Territorio vigente sia quello in fase di approvazione la classificano come zona agricola, elemento che potrebbe alimentare il dibattito sul rapporto tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del territorio.














