HomeCronaca#NODATACENTER: sulla Variante ex Saffa il Comitato 'chiede piu' trasparenza'

#NODATACENTER: sulla Variante ex Saffa il Comitato ‘chiede piu’ trasparenza’

L’analisi dei documenti ufficiali offre elementi di riflessione importanti sul futuro urbanistico di Magenta. I numeri emersi dalle visure catastali analizzate dal Comitato “comitato per la tutela del magentino” pongono infatti una serie di interrogativi in merito alla Variante AR1 (ex Saffa) presentata nel Consiglio Comunale del 16 luglio.

La variante comprendente sia terreni agricoli sia un ambito di rigenerazione già previsto dagli strumenti urbanistici di un’area complessiva di 176.100 metri quadrati a Ponte Nuovo, con il superamento della destinazione agricola (“agricola e ambito di rigenerazione a destinazione produttiva, residenziale e ricettiva”) a favore di funzioni residenziali, terziarie, ricettive e di una quota “produttiva ad elevato valore tecnologico innovativo”. Incrociando i dati ufficiali del Catasto Terreni, il Comitato ha riscontrato che l’83% di questa superficie complessiva risulta gia’ di proprieta’ della societa’ Namira S.G.R. P.A., ovvero il medesimo fondo d’investimento interessato dal progetto del campus tecnologico sull’area ex Novaceta.

Nel dettaglio, la societa’ ha acquisito la proprieta’ tramite un decreto di trasferimento del Tribunale di Milano datato 25 giugno 2025. L’operazione interessa due grandi comparti adiacenti: la particella 466 (da 50.815 mq) e la particella 24 (da 95.447 mq), per un totale di 146.262 metri quadrati. Al catasto tali terreni sono attualmente registrati con qualita’ “Seminativo Irriguo di classe 1”, legati al comprensorio del Consorzio Villoresi.

“Riteniamo che la coincidenza del soggetto proprietario su entrambe le grandi aree dismesse della citta’ richieda una profonda riflessione pubblica e la massima trasparenza amministrativa,” dichiarano i rappresentanti del Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio del magentino (No Data Center). “Mentre i cittadini attendono risposte e tutele definitive sugli impatti del progetto Novaceta, si avvia l’iter per una variante urbanistica che interessa una vastissima estensione di terreni agricoli di proprietà del medesimo operatore. Di fronte all’obiettivo comune della riduzione del consumo di suolo, chiediamo che la cittadinanza venga informata capillarmente sulle reali ricadute di questa pianificazione”.

I dati oggettivi sollevano quesiti che il Comitato intende porre formalmente all’Amministrazione comunale:

Quali sono le motivazioni urbanistiche alla base dell’ampliamento e della redistribuzione del suolo urbanizzabile a Ponte Nuovo proprio sui comparti agricoli acquisiti da Namira?
Quali attivita’ specifiche si intendono insediare sotto la dicitura “produttiva ad elevato valore tecnologico innovativo” nella frazione di Ponte Nuovo, e quali connessioni sussistono con il progetto Data Center della ex Novaceta?

“Ribadiamo la necessità di un metodo di lavoro aperto, che metta al centro il coinvolgimento preventivo dei residenti prima che i procedimenti giungano alle fasi finali,” conclude la nota dei promotori.

“Le 1.200 e più firme raccolte per la petizione dimostrano che la popolazione desidera essere ascoltata. Da oggi la nostra azione di monitoraggio e informazione si estende ufficialmente anche alla frazione di Ponte Nuovo, con l’obiettivo di tutelare il territorio e la sua vocazione ambientale”.

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