Nel caso si arrivasse alla formalizzazione di una richiesta di revisione della sentenza di condanna per Alberto Stasi entrerebbero in campo la Corte
d’Appello di Brescia e la Procura Generale di Brescia. L’istanza
di revisione puo’ essere chiesta dalla Procura Generale di
Milano oppure dai legali di Stasi, gli avvocati Antonio De
Rensis e Giada Bocellari.
Non puo’ presentarla direttamente e
formalmente invece il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. E’
chiaro che, riferisce una fonte giudiziaria esperta di casi di
revisione interpellata dall’AGI, se a presentarla fosse la
procuratrice generale, in questo caso Francesca Nanni, avrebbe
piu’ autorevolezza rispetto a una presentata solo dai legali
essendo quella della magistrata una figura non di parte.
Cosi’ si spiega la ‘visita’ di Napoleone alla procuratrice che sara’ seguita dall’invio delle carte dell’indagine su Andrea Sempio finalizzato a sollecitare
una valutazione della pg. Una volta investita del caso, la Corte
d’Appello di Brescia potrebbe anche decidere senza fissare
un’udienza e bocciare subito l’istanza oppure dare appuntamento
in aula per la discussione come avvenuto per esempio con la
revisione chiesta dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi per
la strage di Erba.
Non e’ necessario che alla revisione di Stasi
si accompagni un processo per Sempio. Se pure la Procura di
Pavia dovesse ritenere che non ci siano elementi sufficienti per
mandarlo a giudizio, l’iter della revisione per il condannato a
16 anni potrebbe procedere senza intoppi.














