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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Tentativo senza esito dei democratici alla Camera dei Rappresentanti di imporre limiti ai poteri militari del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran. Nel corso di una breve sessione “pro forma”, il deputato democratico del Maryland Glenn Ivey ha cercato di ottenere l’approvazione immediata di una risoluzione che avrebbe richiesto alla Casa Bianca di ottenere il via libera del Congresso prima di intraprendere ulteriori azioni militari contro Teheran.
L’iniziativa è stata avanzata attraverso la procedura del consenso unanime, che consente il passaggio di un provvedimento solo in assenza di obiezioni. Come prevedibile, il tentativo è stato bloccato dall’intervento del repubblicano del New Jersey Christopher Smith, che ha dichiarato aggiornata la seduta impedendo di fatto qualsiasi voto. Momenti di tensione si sono registrati in aula, con diversi esponenti democratici che hanno protestato per la mancata possibilità di votare.
“Votiamo!”, ha gridato il deputato della Virginia James Walkinshaw, mentre lo stesso Ivey ha insistito sottolineando l’urgenza della decisione. La sessione “pro forma”, per sua natura, prevede lavori estremamente limitati e raramente viene utilizzata per l’approvazione di atti legislativi sostanziali.
Per questo motivo, l’iniziativa dei democratici non aveva concrete possibilità di successo, configurandosi principalmente come un’azione politica volta a ribadire la propria posizione contraria a un possibile coinvolgimento militare più ampio degli Stati Uniti in Iran. Al centro del confronto vi è il tema dei poteri di guerra del presidente e del ruolo del Congresso nell’autorizzare operazioni militari.
I democratici chiedono che ogni ulteriore intervento contro l’Iran sia subordinato a un esplicito voto parlamentare, mentre i repubblicani restano in larga parte contrari a introdurre vincoli stringenti all’azione dell’esecutivo in materia di sicurezza nazionale. Nonostante lo stop procedurale, i democratici intendono riproporre la misura nei prossimi giorni.
Un nuovo tentativo di portare la risoluzione al voto è atteso la prossima settimana, quando l’intera Camera tornerà in sessione dopo la pausa di due settimane nei distretti congressuali.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione a Washington sulle tensioni con l’Iran e sul rischio di un’ulteriore escalation militare, tema destinato a rimanere al centro del confronto politico tra Congresso e Casa Bianca.
-Foto xp6/Italpress-
(ITALPRESS).















