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«Per il bene superiore di Novara» Canelli assolve (nonostante tutto) De Grandis

La richiesta di voto segreto è stata respinta dalla maggioranza in assenza delle minoranze. E respinta anche la mozione che chiedeva la revoca delle deleghe all’assessore De Grandis

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In un momento politicamente delicatissimo il sindaco Canelli sfodera una delle migliori prestazioni oratorie della sua carriera da sindaco, nomina De Grandis non più di un paio di volte (e anzi, ne mette più volte in evidenzia i limiti caratteriali e i tratti «sprezzanti» e di «scarsa capacità relazionale»; ammette schiettamente gli errori fatti nella gestione dello sport in città. E alla fine difende soprattutto se stesso e la sua amministrazione impegnata «a finire cose importanti per la città» assolvendo “per insufficienza di prove” il suo assessore allo sport, per il quale era stata richiesta la revoca delle deleghe.

La bagarre sul voto segreto
Il “salvataggio” da parte del sindaco nei confronti dell’assessore, ha reso perfino “superflua” l’interminabile disputa sulla richiesta di voto segreto avanzata dalle minoranza. Una disputa in punto di diritto nella quale si sono contrapposte divergenti interpretazioni del regolamento, e che ha in conclusione soltanto evidenziato una volta in più la rottura del centrodestra, con i tre consiglieri di Alleanza Novarese schierati con i gruppi del centrosinistra per la richiesta di seduta segreta, presentata ai sensi del comma 2 articolo 56 del regolamento del consiglio comunale

Scontri verbali in aula
La disputa ha generato un violentissimo scontro in aula, con toni molto accalorati, urla e invettive reciproche, con la minoranza che accusava la maggioranza di avere paura.

La requisitoria delle minoranze
La seduta era cominciata con una lunghissima requisitoria (anche se il termine non è quello preferito dal capogruppo del Pd Nicola Fonzo) con la quale i consiglieri di opposizione hanno ripercorso minuziosamente i 20 mesi abbondanti nei quali l’assessore De Grandis è rimasto costantemente nel mirino per quelle che le stesse opposizioni considerano piccole, grandi e grandissime inadeguatezze, opacità e errori. E che configurano una eredità politica basata su quella che è stata definita una “gestione arbitraria e pressapochista basata su un sistema di potere di un partito in questo territorio”.

La “madre” di tutte le questioni
Una requisitoria che ha preso le mosse dalla “madre di tutte le questioni” quella del bando per l’affidamento del servizio di esercizio in sicurezza ed efficienza dell’impianto sportivo Terdoppio, annullato in autotutela dal Comune. Un appalto da 4.321.600 euro più Iva con cui era stato affidato ad una associazione temporanea d’impresa costituita da Sportway Ets di Arona e Polisportiva Csi Rizzottaglia di Novara per quattro più quattro anni il servizio di gestione tecnica del centro sportivo del Terdoppio. Un affidamento che doveva avvenire attraverso una gara di rilevanza europea, e non attraverso una procedura negoziata sulla piattaforma digitale Mepa, lo strumento elettronico attraverso cui la Pubblica Amministrazione effettua i propri acquisti.

«Questi devono andare via»
Proprio su questa vicenda è emersa una delle novità più importanti: riferendo quando dichiarato in sede di commissione disciplinare dal dirigente del settore sport, i consiglieri del Pd hanno dichiarato che fu l’assessore a chiedere di procedere con la gara sul Mepa «perché questi (i gestori del tempo – ndr) devono andare via». Una vicenda più che sufficiente per le minoranze per considerare inadeguato l’assessore nel suo ruolo.

La minoranza si rivolgerà al Prefetto
Alla fine, sulla base di un parere espresso in forma scritta dalla segretaria generale (criticatissima della minoranze per alcune affermazioni fatte in aula e per la partecipazione irrituale ad una riunione di maggioranza) si è deciso di votare in forma palese per appello nominale. Alla lettura in aula del parere, la minoranza ha annunciato di non partecipare alla votazione e di rivolgersi al Prefetto.

La richiesta di voto segreto è stata così respinta dalla maggioranza in assenza delle minoranze. E respinta anche la mozione che chiedeva la revoca delle deleghe all’assessore De Grandis.

Ma la storia non sembra affatto finita….

(contributo tratto dal sito partner Malpensa 24 GRUPPO ISENI EDITORI)

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