Una domenica che doveva rappresentare un punto di svolta si è trasformata nell’ennesima occasione mancata. Il Magenta cade in casa per 1-0 contro il Sedriano, ultimo in classifica, nella 31ª giornata del campionato di Eccellenza Lombardia (girone A), e sprofonda in una crisi che ora non è più solo di risultati, ma anche di fiducia e identità.
Al “Plodari” era una partita da non sbagliare. Dopo nove turni senza vittorie, i tre punti erano considerati indispensabili per allontanare lo spettro dei play-out e provare a chiudere la stagione senza l’ansia di una retrocessione. Invece è arrivata una sconfitta che pesa come un macigno, soprattutto per come è maturata.
La prestazione della squadra, va detto, non è stata priva di episodi sfortunati. Due traverse clamorose – una per tempo – a portiere battuto, gridano ancora vendetta. Occasioni limpide che avrebbero potuto cambiare l’inerzia della gara, in un contesto comunque equilibrato. Ma nel calcio, si sa, chi non segna spesso paga. E così è stato.
Il gol decisivo del Sedriano nasce da una mischia confusa, quasi surreale, fatta di rimpalli e incertezze difensive: una sequenza di errori che fotografa perfettamente il momento della squadra. Un episodio che ha trasformato la tensione sugli spalti in rabbia pura.
A fine partita, infatti, è esplosa la protesta del Gruppo Storico Magenta. Un intervento durissimo, senza filtri, che parla apertamente di “vergogna” e di un campionato definito “psicotico”. I numeri, del resto, sono impietosi: appena tre punti nelle ultime dieci partite. Un rendimento che ha fatto precipitare una situazione già delicata.
Nel loro sfogo, i tifosi hanno sottolineato il sacrificio portato avanti per tutta la stagione: presenze costanti, trasferte, tempo sottratto a famiglie e impegni personali, risorse economiche investite per sostenere la squadra e difendere i colori della città. Un impegno che, alla luce dei risultati e delle prestazioni offerte, viene ora messo in discussione.
“Non ci stiamo”, è il messaggio chiaro che arriva dalla curva. Una presa di posizione netta, che segna un punto di rottura emotivo prima ancora che sportivo. La rabbia, spiegano, è inevitabile in questo momento, ma lascerà spazio a una fase di riflessione. Il Gruppo Storico si riserva infatti di decidere in autonomia come affrontare le ultime settimane di campionato.
Nel frattempo, sul campo, la situazione resta complicata. Il Magenta dovrà ritrovare rapidamente compattezza e risultati per evitare un finale di stagione carico di tensione e rischi. Perché se è vero che il tempo per rimediare non è ancora del tutto esaurito, è altrettanto evidente che il margine di errore si è ormai azzerato.
E mentre la squadra cerca risposte, dagli spalti arriva un segnale forte: la passione non è in discussione, ma ora servono fatti.

















