«Il No ha vinto. Pesante sconfitta per il governo. È ora di costruire l’alternativa». Questa la prima reazione del senatore del Partito Democratico Alessandro Alfieri.
C’è anche la prima reazione del “fronte del Sì” con il governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Lombardia terra coraggiosa».
Fontana: «Lombardia terra coraggiosa»
«Viva la Lombardia. Oggi più che mai rivendico l’orgoglio di essere lombardo e desidero ringraziare la gente di questa regione. Il risultato elettorale in democrazia va sempre accettato, ma lasciatemi sottolineare come, ancora una volta, la mia Lombardia abbia dimostrato di essere una terra coraggiosa e i lombardi fautori del cambiamento e dell’innovazione. Elementi cardine, questi, che fanno della nostra regione la locomotiva economica-produttiva dell’intero Paese e punto di riferimento per l’intera Europa. Da avvocato, poi la considero un’occasione persa, un’opportunità per rendere l’Italia più moderna e al passo con gli altri Paesi europei».
«Pesante sconfitta per il centrodestra»
Un grandissimo risultato, anche perché ottenuto con un’alta partecipazione, non prevista alla vigilia. Abbiamo fatto un ottimo gioco di squadra: magistrati, comitati civici con associazioni e sindacati, e i partiti di opposizione.
Come senatore del PD sono orgoglioso dello straordinario lavoro fatto dai nostri sul territorio, con tante iniziative sul merito della riforma per denunciare il rischio di indebolire l’autonomia della magistratura. All’inizio della campagna elettorale, il SÌ doveva stravincere, poi la rimonta coinvolgendo tutti coloro preoccupati che si tocchi in maniera maldestra la nostra Costituzione.
Poi c’è stata l’inevitabile politicizzazione, accelerata dalla discesa in campo della Meloni. E sono entrate in campo altre dinamiche, a partire dalla guerra in Medio Oriente e dalle sue conseguenze. A volte i referendum diventano delle occasioni politiche per lanciare dei messaggi. E da questa consultazione ne arrivano più d’uno. Ma il principale è che questo governo subisce una sconfitta pesante dopo aver blindato una riforma costituzionale in parlamento senza accogliere, in maniera arrogante, neanche un emendamento dell’opposizione.
La subisce in un momento delicato, dove l’incapacità della Meloni di prendere le distanze da Trump e dal suo avventurismo si aggiungono all’incapacità di dare risposte su stipendi e sanità. Ora a noi tocca costruire l’alternativa con tutte le forze di opposizione, coinvolgendo il mondo associativo che si è mobilitato per il no al referendum e quelle persone che sono tornate a votare dopo aver disertato le urne alle ultime politiche. Da oggi lo faremo ancora con maggior determinazione.
(*articolo tratto dal sito partner Malpensa 24)



















