RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Il gruppo consiliare Progetto Magenta esprime forte preoccupazione per quanto avvenuto in occasione della convocazione del prossimo Consiglio comunale.
Nonostante una ampia e concreta disponibilità di date alternative, il Consiglio è stato
convocato proprio nell’unico giorno in cui i consiglieri di minoranza non potranno essere
presenti, rendendo di fatto impossibile la partecipazione al dibattito democratico.
Come emerge anche dal verbale della Conferenza dei Capigruppo del 10 marzo, la criticità
della data del 25 marzo era stata esplicitamente segnalata e accompagnata dalla proposta di
numerose alternative (18, 19, 20, 23, 24, 26, 27 marzo). Nonostante ciò, la scelta è ricaduta
comunque su quella stessa data.
La convocazione del 25 marzo rischia così di trasformare il Consiglio comunale in un vero e
proprio “Consiglio senza opposizione”, privando l’istituzione del necessario confronto
democratico.
Non solo. Tra le disponibilità indicate dal nostro gruppo vi era persino la serata del 18 marzo,
durante la quale Progetto Magenta aveva già organizzato un incontro pubblico di confronto
con la cittadinanza sul prossimo referendum. Una disponibilità che dimostra, ancora una
volta, il nostro senso di responsabilità istituzionale e la volontà di garantire il funzionamento
del Consiglio.
A rendere ancora più grave questa decisione è il contesto: il Consiglio comunale non viene
convocato dallo scorso mese di dicembre, con un vuoto di oltre tre mesi. Una situazione che
non può essere considerata fisiologica e che contribuisce a svuotare il Consiglio del suo ruolo
centrale di indirizzo, controllo e confronto democratico.
Ancora più preoccupante è il clima emerso durante la Conferenza dei Capigruppo, dove – per
bocca di un rappresentante della maggioranza – si è arrivati ad affermare che il Consiglio
comunale, senza le minoranze, “finirebbe prima”.
Una dichiarazione che consideriamo gravissima e inaccettabile, perché nega i principi fondamentali della democrazia rappresentativa e denota un livello preoccupante di disprezzo per il ruolo delle minoranze.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento critico: il rifiuto di prevedere forme di
partecipazione da remoto per i consiglieri impossibilitati a essere presenti per motivi di
lavoro. Una scelta anacronistica e incomprensibile, soprattutto alla luce delle tecnologie
disponibili e delle buone pratiche già adottate in molti enti locali.
Quello che si sta delineando è un metodo che, marginalizzando le minoranze e limitando il
confronto, svuota progressivamente il Consiglio del suo ruolo. Progetto Magenta ribadisce con forza che il Consiglio comunale appartiene a tutti i cittadini, non alla sola maggioranza, e che la presenza delle minoranze è una garanzia essenziale di democrazia.
Per queste ragioni denunciamo pubblicamente quanto accaduto, riservandoci di valutare ogni
ulteriore iniziativa istituzionale e politica a tutela della rappresentanza democratica.
«Una maggioranza allergica al confronto che maggioranza è?»


















