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Cava di Bareggio: “Chi controlla l’acqua sotto il nostro territorio?”

Una vicenda che coinvolge la gestione del territorio, il monitoraggio della falda acquifera e una convenzione comunale scaduta e ancora senza soluzione. La nota Italia a cura di Viva Bareggio, Io Amo Bareggio, Lista Civica Bareggio 2013 e Pri Federazione Metropolitana.

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Nessun controllo terzo sulle acque, una convenzione bloccata e un “buco” finanziario per la nuova ciclabile. Le forze civiche e politiche di Bareggio chiedono risposte urgenti all’Amministrazione: “La tutela della salute non รจ una questione tecnica, ma una scelta politica”.

Il futuro della Cava di Bareggio finisce al centro di un acceso scontro politico. Durante lโ€™ultimo Consiglio Comunale, un question time presentato dal consigliere Davide Casorati ha sollevato dubbi pesanti sulla gestione di unโ€™area critica per lโ€™equilibrio ambientale del territorio. Al fianco della lista civica Bareggio 2013, si schierano Italia Viva, Io Amo Bareggio e la Federazione Metropolitana del PRI, denunciando quello che definiscono un “limbo” pericoloso.

Il Giallo della Falda: “Chi Controlla Chi?”
Il punto piรน allarmante riguarda la risorsa piรน preziosa: l’acqua. Se lโ€™acqua potabile รจ sicura grazie ai controlli di CAP Holding, la falda sottostante la cava โ€“ quella che interagisce direttamente con gli scavi โ€“ sembra essere un “territorio franco”.

“Viene monitorata esclusivamente dai tecnici della societร  che scava. Nessun ente terzo, nessuna verifica indipendente,” denunciano i firmatari della nota.

Senza un controllo esterno (come ARPA o Cittร  Metropolitana), non esiste una certificazione neutrale che garantisca agricoltori e proprietari di orti limitrofi dall’impatto delle attivitร  estrattive.

Una Convenzione nel Caos
La vecchia convenzione รจ scaduta e la nuova รจ incagliata nelle maglie della burocrazia regionale. Il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) รจ fermo dopo i pareri negativi emersi, in particolare da parte del Parco Sud.

Le conseguenze sono paradossali: il Comune non puรฒ nemmeno attingere alla ghiaia necessaria per tappare i buchi nelle strade del paese.

Numeri e Infrastrutture: il Gap della Ciclabile
Non sono solo l’ambiente e la burocrazia a preoccupare, ma anche il portafoglio dei cittadini. La bozza della nuova convenzione prevede:

200.000 euro di obbligazioni a carico della societร  (cifra fissa, non adeguata all’inflazione).

40.000 euro stanziati per la progettazione di una ciclabile tra via Bergamina e Acisago.

Il problema? Lโ€™opera completa costerebbe tra i 400.000 e i 500.000 euro. Chi coprirร  la differenza di quasi mezzo milione? Il rischio concreto รจ che la ciclabile resti un disegno sulla carta o che il peso economico ricada interamente sul bilancio comunale.

Il Rischio del Reinterro
Infine, c’รจ l’incognita del ripristino agricolo. L’idea รจ quella di riempire i vuoti lasciati dagli scavi per tornare a coltivare. Tuttavia, lo stesso Sindaco ha ammesso di non avere esempi di successo nel territorio, mentre i tecnici e il Parco Sud esprimono forti riserve sui materiali di riempimento, ad oggi non ancora specificati.

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