È morta Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di primo piano nel campo della tutela dell’infanzia. Aveva 78 anni. Il suo profilo professionale è stato segnato da una lunga e articolata esperienza istituzionale, maturata tra organismi nazionali e internazionali chiamati a vigilare sui diritti dei minori.
Maria Rita Parsi ha ricoperto nel tempo incarichi di rilievo che l’hanno portata a operare a stretto contatto con le istituzioni impegnate nella protezione dell’infanzia e dell’adolescenza. Presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, è stata componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e ha fatto parte del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.
1. Il cuore del suo lavoro: la Psicoanimazione
Oltre alla sua nota attività mediatica, Maria Rita Parsi è stata l’ideatrice della Psicoanimazione. Si tratta di una metodologia umanistica che utilizza la creatività, il gioco e l’espressione corporea come strumenti terapeutici e pedagogici.
Obiettivo: Aiutare i bambini (e gli adulti) a far emergere il proprio potenziale e a superare i traumi attraverso il “fare” e l’immaginazione.
L’eredità: Ha fondato la Scuola Italiana di Psicoanimazione (SIPA), formando generazioni di educatori e psicologi.
2. Un ponte tra Istituzioni e Società
La Parsi non si è limitata alla clinica privata, ma ha “abitato” le istituzioni per trasformarle in luoghi di ascolto per i minori:
Comitato ONU: Dal 2012 è stata membro del Comitato ONU sui diritti del fanciullo a Ginevra, portando la voce dell’Italia nelle sedi internazionali più prestigiose.
Fondazione Movimento Bambino: Fondata nel 1992 (inizialmente come associazione), la Onlus è diventata un baluardo contro gli abusi, i maltrattamenti e per la promozione della “Cultura dell’Infanzia”.
Impegno recente: Fino agli ultimi anni, ha collaborato attivamente con il Ministero del Lavoro per la Child Guarantee, un piano europeo per combattere la povertà minorile.
3. La “Psicologa della TV” e la Divulgazione
È stata una delle prime figure professionali a capire l’importanza dei mass media. Con oltre 100 pubblicazioni, ha affrontato temi complessi come:
La “Maladolescenza”: Il disagio dei giovani che spesso non viene intercettato dagli adulti.
I pericoli del digitale: È stata tra le prime a lanciare l’allarme sull’impatto dei social media e del web sulla mente degli adolescenti.
La fragilità maschile: Ha analizzato profondamente le dinamiche di genere nel volume Fragile come un maschio.
4. Onorificenze e Riconoscimenti
Per il suo impegno instancabile, è stata insignita di numerosi premi, tra cui:
Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana (1986).
Premio Nazionale Paolo Borsellino (2009), per il suo impegno civile e la lotta contro l’omertà che spesso circonda gli abusi sui minori.
“Il bambino è il padre dell’uomo.” — Questa citazione di Wordsworth, spesso cara alla Parsi, riassume la sua convinzione che prendersi cura dell’infanzia sia l’unico modo per costruire una società adulta sana.















