HomePoliticaI fatti e le violenze di Torino: intervista a Stefano Esposito

I fatti e le violenze di Torino: intervista a Stefano Esposito

L’ex parlamentare del Partito Democratico Stefano Esposito è noto per essere una delle voci più decise e costanti nel condannare le violenze a Torino, in particolare quelle legate alle frange più radicali del movimento No Tav e dei centri sociali (come l’Askatasuna).

Storicamente, Esposito ha sempre mantenuto una linea di estrema fermezza, spesso entrando in aperto contrasto non solo con i manifestanti, ma anche con settori della magistratura e della politica locale, accusati a suo dire di troppa tolleranza.

Ecco i punti chiave delle sue posizioni tipiche riguardo alle tensioni torinesi:

La ferma condanna del metodo No Tav
Esposito ha più volte ribadito che esiste una distinzione netta tra il dissenso legittimo e quella che definisce “guerriglia urbana”. In occasione di vari scontri in Valsusa o nel centro di Torino, ha denunciato l’uso di bombe carta, bulloni e attacchi diretti alle forze dell’ordine, chiedendo sanzioni esemplari.

Il rapporto teso con la magistratura torinese
Dopo essere stato coinvolto in un lungo calvario giudiziario (l’inchiesta “Bigliettopoli”, da cui è stato definitivamente prosciolto nel dicembre 2024 dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato inutilizzabili le intercettazioni a suo carico), Esposito ha intensificato le critiche alla Procura di Torino.

Sostiene che mentre lui veniva indagato per anni “senza prove”, le violenze di piazza venivano spesso trattate con eccessiva lentezza o indulgenza.

La polemica sui centri sociali
Esposito è stato tra i più critici verso la delibera del Comune di Torino riguardante la regolarizzazione dell’immobile occupato dal centro sociale Askatasuna. Ha spesso definito queste realtà come “incubatori di violenza”, opponendosi a qualunque forma di dialogo che non preveda prima il rispetto della legalità.

GUARDA LA VIDEO INTERVISTA DEL DUCA DI SARONNO:

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