RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore,
la bellezza e la gioventù, si sa, muovono il mondo. Negli anni ’80, però, non bastava più il solo “seno generoso” delle ragazze fast-food di Drive In; in un panorama televisivo che allora appariva piatto come le scogliere della Cornovaglia, arrivò una ventata di allegria che cambiò le nostre seconde serate. Erano le 22:30: l’ora in cui la TV diventava grande.
Colpo Grosso non era solo un programma, era un format antico come il pane ma declinato con originalità. C’era un buon cerimoniere, Umberto Smaila, stile padrone del night ma con sani valori morali, che orchestrava un balletto di donne bellissime. Noi ragazzi eravamo attratti dalle ragazze del “Cin Cin”: straniere come quelle che si incontravano in Liguria o in Riviera, bellezze che regalavano l’emozione di una stagione e poi restavano un dolce ricordo.
Ognuno aveva la sua preferita. Non si poteva “assaggiare”, si poteva solo guardare, ma tanto bastava. Oggi molti percorrono 12.000 km per cercare una bellezza simile; allora bastava accendere la TV.
Era un appuntamento preciso come un orologio italiano. Non c’erano i filtri di Instagram, non c’erano i meme. Tutto appariva diretto, autentico, tanto che molti di noi registravano le puntate per poter fare il “fermo immagine” e rivivere quei momenti.
Era un’altra TV, capace di suscitare quel “rossore da vergogna” che nascondeva uno strano amore, il piacere delle piccole cose. Si andava a nanna ad un’ora accettabile, con la sveglia pronta per la scuola o il lavoro, ma il mattino seguente la domanda era d’obbligo: “Hai visto Colpo Grosso?”.
A distanza di quarant’anni, il marchio di Italia 7 è ancora associato a quell’epica trasmissione. Oggi, con lo smartphone sempre in mano, l’eccesso di stimoli ci fa andare fuori di testa. Allora, invece, avevamo orari precisi per sognare. Quelle ragazze e quel “Porta Fortuna” portavano calore in ogni cuore, anche in quelli più solitari. Hanno fatto un grande colpo nel nostro cuore, e lì sono rimasti”.
Max Moletti



















