E’ morto a Milano l’avvocato Giuliano Spazzali che ha legato il suo nome a tante e importanti vicende giudiziarie.
Classe 1939, Spazzali divenne nell’epoca di ‘Mani
Pulite’ l’antagonista di Antonio Di Pietro in quanto difensore
di Sergio Cusani, poi condannato per la tangente Enimont.
Memorabili i suoi duelli in aula col pm simbolo di tangentopoli.
Difese, tra gli altri, anche l’anarchico Pietro Valpreda,
ingiustamente accusato per la strage di piazza Fontana e il
leader di Autonomia Operaia Toni Negri.
Era fratello di Sergio Spazzali, anch’egli avvocato e difensore di molti esponenti
delle Brigate Rosse e che mori’ esule in Francia il 22 gennaio
1994. Negli ultimi anni, racconta chi gli stava vicino, era
appassionato di arte, psicoanalisi e geroglifici.
Nel 2008, quando è andato in pensione per dedicarsi ai suoi
hobby come la lettura, la musica, le mostre, i viaggi e
soprattutto la pittura, Spazzali non ha lesinato le critiche al
sistema giudiziario che aveva cambiato pelle. “Ormai l’aula, il
dibattimento, non esistono più – disse -. Esistono i riti
alternativi, il giudizio abbreviato, il patteggiamento, che
comportano la totale rinuncia alla ricostruzione della verità'”.
Inoltre, le sue parole sui media, ancora attuali, perché per
lui, già 18 anni fa, la “spettacolarizzazione del processo” era
“del tutto fine a se stessa”. Parlò anche di “una norma non
scritta” che aveva “istituito la doppia aula del foro televisivo
e del tribunale”.


















